Carcere, danni ingenti Distrutti cancelli e porte
Sono di decine di migliaia di euro i danni alle strutture poste all’interno del carcere, provocati dalle due rivolte.
Deve ancora essere ultimato l’inventario del materiale andato distrutto, ma ci sono molte attrezzature che dovranno essere cambiate e ristrutturate.
Durante le sommosse dell’8 e 9 marzo sono andate infatti distrutte delle telecamere, dei cancelli, dei tavoli, oltre ad alcuni luoghi deputati alla socialità dei detenuti come le sale e anche la lavanderia. La furia devastatrice dei detenuti ha rovinato strutture che al momento non sono state ancora riparate e per questo motivo ora al carcere dell’Arginone c’è un regime più ristretto per evitare altri episodi di rivolta.
Danni ingenti che comunque sono stati contenuti dalla grande professionalità degli agenti della polizia penitenziaria, guidata dal comandante Gadaleta. Sia nella giornata di domenica 8 che il lunedì successivo, sono riusciti ad impedire che la situazione precipitasse, usando anche gli estintori per spegnere i piccoli incendi che i detenuti avevano appiccato per protesta e che potevano avere conseguenze ben più gravi. Vista anche la situazione sanitaria di emergenza in corso sono stati presi i provvedimenti più urgenti nei confronti di chi ha aizzato la rivolta creando danni alla struttura carceraria, ma nelle prossime settimane sono previste ulteriori atti nei confronti di chi ha materialmente danneggiato le strutture, molte delle quali restano ancora rotte.
La situazione all’interno del carcere di Ferrara rimane comunque ancora sotto il massimo controllo da parte degli agenti della polizia penitenziaria per impedire lo scoppio di altre rivolte e possibili collegamenti con tumulti legati ad altri istituti di pena. —
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