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Donna resta in casa per l’emergenza coronavirus: le rimuovono l’auto

Donna resta in casa per l’emergenza coronavirus: le rimuovono l’auto

Aveva parcheggiato in via XX Settembre. Poi per lavori è arrivato il carroattrezzi 

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FERRARA. Amara sorpresa per una giovane donna di 25 anni che si era messa in quarantena volontaria vista l’emergenza sanitaria e che ha scoperto dopo sei giorni, casualmente, che le era stata asportata la vettura che aveva parcheggiato regolarmente nella zona di via XX Settembre.

La scorsa settimana la donna aveva parcheggiato l’auto e poi era rimasta chiusa in casa. Non si era accorta quindi che nel frattempo erano stato collocati i cartelli segnalatori di inizio lavori.

L’auto era quindi rimasta in strada in una zona che, col tempo, da lecita era diventata “proibita”, ed è stata quindi rimossa con l’intervento della carro attrezzi su segnalazione della polizia locale.

Ha dovuto così pagare la multa di 42 euro, beneficiando della riduzione del 30% in quanto pagata in anticipo per avere indietro la sua Peugeot che nel frattempo per un paio di giorni era stata portata nel deposito. Oltre alla sanzione per l’infrazione al codice della strada per divieto di sosta la ragazza ha dovuto anche pagare l’impiego del carro attrezzi per una cifra di 108 euro.

In quel tratto di strada infatti, dalla ore 7. 30 vigeva infatti per l’intera giornata di lunedì 16 marzo, il cartello di divieto di sosta con rimozione forzata. Ma l’auto era parcheggiata lì da mercoledì 11 marzo, giorno in cui è uscita il decreto restrittivo del Presidente del consiglio dei ministri.

«Non avendo necessità di andare al lavoro e di fare spostamenti – dichiara la donna – non consideravo assolutamente un problema la sosta che avevo fatto in via XX Settembre, ancora una settimana prima. Ritengo che gli importi per la sanzione e l’utilizzo del carro attrezzi avrebbero dovuto tener conto di questo fattore dettato dall’emergenza sanitaria. Vorrei che il Comune tenesse presente questo disagio: data la situazione attuale di mancanza di lavoro per molte persone, anche una cifra come 150 euro di questi tempi può fare la differenza. Mi piacerebbe che il sindaco, verificando la situazione l’oggettivo problema che abbiamo avuto ci venisse incontro per un eventuale rimborso di questa multa, a mio avviso ingiustificata, che ho dovuto pagare. Ogni modo se le cose dovessero rimanere così, ho intenzione di rivolgermi ad un legale». –

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