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Gli eco-riders estensi «Rischiamo di più e tanti scelgono solo le grandi compagnie»

A.M.
Gli eco-riders estensi «Rischiamo di più e tanti scelgono solo le grandi compagnie»

La testimonianza: «Macché affari d’oro Non ci sono tutele sindacali né sanitarie» 

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il punto

Nelle strade semideserte spicca la presenza degli addetti alla consegna di cibo a domicilio.

Ragazzi in motorino o in bicicletta con il contenitore delle pizze, o del pranzo, sfrecciano nel vuoto delle vie, dando l’impressione che in questo periodo di emergenza il lavoro per i riders sia aumentato in via esponenziale. Ma non è così, interviene Emiliano Trombini, di “Velocemente Ciclocorrieri”, o meglio non è così per tutti: «Sono solo i colossi della consegna a domicilio a lavorare, succede in tempi normali, succede ancor più durante l’emergenza coronavirus.

Tanto più che «la gente in questo periodo non ha voglia di investire in questo servizio, si rivolge alle grandi realtà o noi che abbiamo scelto la tipologia green con l’utilizzo della bicicletta siamo messi all’angolo perché secondo l’utente non possiamo competere con le grosse società e i mezzi motorizzati». Il mercato, in questi giorni, è diventato ancora più difficile: «Ci sono ristoranti e altre realtà di produzione o vendita di cibo a domicilio che effettuano la consegna solo con 50 euro di spesa minima, e questo è uno svantaggio per le piccole società di consegna. Altri nell’emergenza hanno preferito ricorrere ai loro mezzi aziendali, e al loro personale dipendente, per effettuare il servizio. Devo purtroppo smentire tutti coloro che ritengono che in questo periodo stiamo facendo affari d’oro, non è così».

Anche sul fronte delle tutele la condizione per i riders è tutt’altro che rosea: oltre alla mancanza di protezioni sindacali la categoria in questo momento deve fare i conti con il rischio sanitario; se il timore di recarsi al lavoro è ormai generalizzato, per gli addetti alle consegne la questione è amplificata proprio dal tipo di attività che li porta a bussare a casa dei clienti, e non sempre - anzi quasi mai - con la possibilità di indossare la mascherina. E se i “big” delle consegne la fanno da padrone, proprio in questo periodo in cui stiamo forzatamente riscoprendo l’aria pulita in città e il traffico ridotto al minimo, il sistema ecosostenibile dei riders in bicicletta (e non solo per le consegne alimentari)meriterebbe di essere valorizzato. —

A.M.

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