Archivio di Stato I documenti sono da spostare per la consultazione
Il nuovo direttore Guarnieri: il deposito principale non è sano La situazione più critica riguarda il Fondo del Tribunale
Al netto della chiusura obbligata dal coronavirus, all’Archivio di Stato in corso Giovecca l’impossibilità di consultare gran parte dei documenti presenti si protrae da quasi un anno. Era il 2 aprile 2019 quando l’allora direttrice Cristina Sanguineti (ora trasferita) comunicava il divieto di accesso al deposito principale fino a data da destinarsi per prescrizioni di sicurezza. Dal 20 dicembre e per un anno la direzione è passata a Davide Guarnieri, la cui speranza è quella di risolvere quanto prima la situazione. «Dispiace - commenta - non poter consentire la consultazione del 90% dei nostri documenti, ma siamo a buon punto con la risoluzione anche se l’attuale emergenza tarderà chiaramente i tempi. Purtroppo l’ambiente nel deposito principale non è sano e così l’autorità giudiziaria ne ha decretato la chiusura. Abbiamo proceduto con due gare telematiche, la prima per l’affidamento esterno di una sede dove portare i documenti è praticamente conclusa, dobbiamo solo passare all’assegnazione. La seconda riguarda il lavoro di facchinaggio, ovvero di spostamento di tutti i documenti: abbiamo spostato la scadenza a metà aprile perché non tutte le ditte sono riuscite a fare il sopralluogo e dunque presentare un’offerta».
Tecnicamente il deposito principale è un magazzino di 8.500 metri lineari dove vi è la gran parte dei documenti dell’Archivio di Stato. Restano consultabili i pochi fondi esterni a questo e quelli spostati prima della chiusura.
Capitolo a parte è la situazione del Fondo del Tribunale, non consultabile addirittura dal 16 giugno 2016, fra le inevitabili proteste degli utenti. «È la prima cosa chiesta appena sono diventato direttore - spiega Guarnieri- la chiusura è dettata dalla presenza di muffe nell’ambiente, che possono rovinare i documenti. Ho chiesto una riassegnazione di fondi, la quale dovrebbe finalmente arrivare così da permetterci di fare un’altra gara per trovare una ditta che renda salubre l’ambiente. È uno dei miei obiettivi principali».
Oltre alla sala studio, vi sono comunque diversi fondi archivistici consultabili da parte degli utenti appena l’Archivio di astato riaprirà le porte al pubblico.
E la novità sarà l’inserimento online del Fondo Periti agrimensori: «In pratica si tratta delle perizie dei beni terreni e delle proprietà effettuate da geometri e ingegneri a Ferrara e provincia fino all’inizio del ‘900. Chi ne ha bisogno finora ha sempre dovuto consultare sette grossi volumi, approfittando dell’attuale emergenza il personale dell’Archivio lavorando da casa sta inserendo questi registri in un file Excel più facilmente consultabile sul nostro sito. Anzi, anche il miglioramento del sito dell’Archivio di Stato è una delle nostre priorità».
«Ma in assoluto - conclude - appena conclusa questa chiusura forzata, vogliamo aumentare e formalizzare le collaborazioni con associazioni, istituzioni e scuole, perché qui vi è un patrimonio di tutta la città e di tutti i ferraresi ». —
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