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Asl, acquistati per il Delta 23 ventilatori polmonari

A.M.

Servono per assistere i pazienti dell’unità Covid dell’ospedale di Lagosanto Altri quattro comprati nei giorni scorsi. Reparti riconvertiti anche al Sant’Anna

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Il sistema sanitario della provincia (Asl, Sant’Anna, Case di cura, Rsa) si struttura per reggere all’urto del picco della pandemia da coronavirus, atteso nei prossimi giorni, e attrezza i nuovi reparti-Covid e gli spazi riconvertiti per ospitare posti aggiuntivi di terapia intensiva.

In questa ottica l’Asl ha disposto l’acquisto di altri 19 ventilatori polmonari e 4 ventilatori Cpap (utilizzati in particolare per contrastare le apnee notturne) da inserire nei nuovi reparti ricavati nell’area medica dell’ospedale di Lagosanto.

La strumentazione sarà utilizzata per assistere in particolare le persone ricoverate all’ospedale del Delta con diagnosi Covid (la patologia legata alla virosi da coronavirus) che necessitano di un supporto respiratorio a causa dell’alta incidenza di polmoniti interstiziali. L’acquisto viene eseguito con una procedura «d’estrema urgenza», il fornitore è la ditta Vivisol, di Monza (Mi). Costo complessivo dell’investimento: 170.559 euro, Iva compresa. Altri 4 ventilatori polmonari erano stati comprati nei giorni scorsi, sempre per essere utilizzati all’ospedale del Delta, dove l’azienda sanitaria territoriale ha programmato di allestire moduli addizionabili, il primo già operativo da qualche giorno, seguendo l’andamento dei ricoveri da coronavirus.

Riorganizzazione sanitaria

I posti letto finalizzati, per ora una quindicina, possono essere moltiplicati riconvertendo quelli dell’Unità operativa di Medicina (che prima dell’emergenza contava 59 posti letto) man mano che devono essere destinati a pazienti positivi al tampone oppure in attesa dell’esito del test. Ambienti che vengono tenuti separati in modo da ridurre i rischi di contagio.

L’Asl sta effettuando la riorganizzazione utilizzando come “spalla” dell’operazione i due ospedali di Argenta e Cento, quest’ultimo ospedale per evitare una eccessiva riduzione dell’attività chirurgica.

Anche l’azienda ospedaliera sta riorganizzando i suoi reparti per prepararsi ad un’eventuale e massiccia ondata di ricoveri (solo ieri a Cona sono giunti 25 pazienti con diagnosi di Covid “sospetta”).

Al momento sono 72 (operativi da ieri) i posti letto dedicati ai casi positivi, 24 per i contagi sospetti e 22 per i pazienti da ricoverare in Terapia Intensiva. Questo l’assetto determinato dalle operazioni di rimodulazione dei posti letto eseguita dall’azienda ospedaliera-universitaria. L’obiettivo è distribuire le degenze in modo che chi ha avuto una diagnosi conclamata possa eventualmente contagiare chi presenta i sintomi della malattia ma non è affetto da Covid-19 (cioè avrà un tampone negativo). La gestione dei casi “sospetti” prevede che i pazienti siano ospitati nelle 12 stanze dell’Unità Operativa di Malattie Infettive e nelle 12 stanze della nuova degenza “Sospetti Covid-19” allestita nei locali recuperati dall’accorpamento delle degenze di Urologia e Ginecologia. Il Sant’Anna ha realizzato una ricoversione spinta delle unità operative riunite nella Medicina Universitaria, oltre al recupero di altri 24 posti letto di “Pneumologia”.

Nuove forniture

Tornando ai dispositivi disponibili per gli ospedali è di ieri la notizia che dal Dipartimento nazionale di protezione civile sono pervenute in regione altre mascherine, di tre tipi: 212. 000 di “tessuto non tessuto”, 52. 000 chirurgiche, 2. 200 ffp2 (le più performanti assieme alle ffp3).

La nuova fornitura segue quella di 135. 000 mascherine consegnata alle prefetture della regione. —

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