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La spinta degli Ordini professionali: paghiamo noi l’analizzatore di tamponi

Stefano Ciervo
La spinta degli Ordini professionali: paghiamo noi l’analizzatore di tamponi

Una lettera polemica di Medici, Radiologi e Ostetriche per aumentare e velocizzare i test. Ma i macchinari non si trovano 

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il caso

Non bastano i tamponi ai sintomatici, soprattutto per il personale medico, e soprattutto non è più possibile attendere anche 72 ore per avere i risultati di questi test. «Bisogna fare di più per il territorio ferrarese» è la sostanza dell’appello firmato dagli Ordini professionali dei medici, ostetriche e radiologi della provincia, che si traduce in un obiettivo concreto: mettere a disposizione della sanità ferrarese la strumentazione per l’analisi veloce dei tamponi. Il problema è che al momento sul mercato questi macchinari non di trovano.

la premessa

La lettera firmata dai presidenti Lara Salani (Radiologi), Bruno Di Lascio (Medici) e Gianna Turazza (Ostetriche) è diretta ai vertici delle aziende sanitarie locali, al sindaco e al prefetto di Ferrara, oltre che alla Regione, ed è di quelle destinate a far rumore. La premessa è che l’esito del tampone serve a contenere il contagio «se disponibile entro poche ore dal prelievo, per consentire ai vari operatori di agire a tutela della sanità pubblica e dei professionisti sanitari, unico personale in grado di gestire operativamente l’emergenza. Risulta inaccettabile - è l’affondo dei tre presidenti - avere l’esito dei tamponi in oltre 48-72 ore, qui tale tempistica mina clamorosamente gli sforzi che tutti i professionisti stanno mettendo in campo, nel rispetto dei piani operativi per gestire i posti letto nell’emergenza da entrambe le aziende sanitarie del territorio. È un insulto al sacrificio professionale».

La lettera richiama anche la recente presa di posizione dell’Oms sulla necessità di rompere le catene di trasmissione del virus, testando e isolando il più possibile. Implicito il richiamo alle scelte del Veneto, dove hanno scelto di ampliare l’impiego dei tamponi («la logica attendista e burocratica, virtuosamente superata in altri territori»), particolarmente forte la spinta a muoversi concretamente per mettere in scia Ferrara agli esempi considerati più virtuosi.

la proposta

I presidenti degli Ordini ribadiscono di rimanere «saldamente al fianco del Sistema sanitario nazionale lasciando da parte logiche di lobby, evitando strumentalizzazioni». Però sono netti nel proporre una soluzione: «In tale logica si chiede e si propone massima disponibilità a supportare tutti gli organi competenti per aiutare Ferrara e i suoi territori; nella fattispecie, si propone di contribuire alla donazione del noleggio e service per un anno di strumentazione automatica CE-IVD per la processazione veloce dei tamponi per l’intero territorio provinciale». Diverse ditte al mondo producono questo dispositivi «ma abbiamo preso contatti diretti, considerando l’esigenza di tempestività, con una ditta specifica». I soldi, ribadisce in particolare Di Lascio, «non sono un problema, siamo certi di poterli raccogliere come abbiamo fatto per il modulo esterno per il carcere». Con questa strumentazione a disposizione direttamente a Cona, è il ragionamento degli Ordini sanitari, Asl e Sant’Anna potrebbero incrementare il numero di tamponi per circoscrivere l’ambito di contagio dei positivi, e velocizzare gli esiti, consentendo appunto ai sanitari di isolare i malati e ridurre così i rischi di diffusione del virus. E c’è chi ragiona sull’acquisto diretto del dispositivo.

le risposte

Ieri non sono arrivate risposte, e che possano esserci strascici lo s’intuisce dalla dissociazione del presidente dell’Ordine infermieri, la cui firma appariva in calce al documento: «Questo è il momento di procedere per la filiera istituzionale - ha poi scritto Sandro Arnofi in una nota pubblicata sulla bacheca dell’Ordine del medici - Se c’è un problema proponiamo le soluzioni ma non ha senso entrare in concorrenza senza nemmeno aver dialogato con le istituzioni». —

Stefano Ciervo

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