Per gli azzerati Carife anticipo dei rimborsi Subito il 40% del dovuto
L’istruzione delle domande per i rimborsi agli azzerati Carife è molto rallentata, se non del tutto bloccata, dall’emergenza coronavirus, e per questo motivo il decreto Cura Italia prevede la proroga del termine dal 18 aprile al 18 giugno. In questa maniera, però, slittano anche le liquidazioni e quindi nello stesso decreto è di nuovo spuntata la possibilità da parte del Fir di attivare anticipi sul totale dei rimborsi previsti. L’art. 50 del decreto prevede infatti che «all’azionista, in attesa della predisposizione del piano di riparto, può essere corrisposto un anticipo nel limite massimo del 40% dell’importo d’indennizzo deliberato dalla Commissione tecnica a seguito del completamento dell’esame istruttorio». Questo significa, naturalmente, che gli anticipi potranno essere erogati a partire dalle prime pratiche presentate da parte degli azionisti.
Non solo, il decreto prevede infatti anticipi del 40% anche per obbligazionisti: si tratta di proprietari di bond Carife che non hanno ottenuto il rimborso da parte del Fitd (questi ultimi procedono a parte, rimpinguando del 15% la quota dell’80% già versata un anno fa), perché non hanno mai presentato domanda oppure perché hanno tentato la strada dell’arbitrato. «Ne abbiamo qualcuno anche noi, certo si tratta di pochi risparmiatori» spiega Roberto Zapparoli, presidente di Federconsum. Anche questi risparmiatori possono ottenere il 95% di quanto perduto, esattamente come i Fitd, però in un colpo solo, salvo appunto vedersi anticipare parte del dovuto grazie al nuovo decreto.
Bisogna ora vedere come il Fir riuscirà ad adempiere alle indicazioni governative, che non sono obbligatorie («può essere corrisposto...»). Per Davide Zanichelli (M5s) è fondamentale anche la proroga di due mesi «in considerazione dell’elevato numero di risparmiatori interessati all’accesso alle prestazioni del Fir e delle difficoltà che vi sono in questo momento per il rilascio da parte degli operatori creditizi della documentazione necessaria. Così ridiamo speranza - conclude l’esponente pentastellato - ai piccoli risparmiatori che per anni hanno visto i loro interessi subordinati alla protezione di banche come Carife». —
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