Sindaci ferraresi contro le chiusure di Poste
La protesta: manovra senza avvisare, clienti costretti a spostamenti inutili, paesi rimasti senza servizio postamat
Settantacinque uffici postali chiusi in tutto il Ferrarese per l’emergenza coronavirus, una decisione presa l’11 marzo dalla direzione generale «senza alcuna comunicazione ufficiale ai sindaci, che l’hanno appresa dalla stampa due giorni dopo». Un provvedimento che sta creando immaginabili disagi all’utenza, lasciando un solo ufficio aperto in quasi tutti i territori comunali.
I sindaci del Ferrarese protestano contro Poste Italiane, e mettono nero su bianco, in una lettera che sarà inviataall’azienda, tutta la loro indignazione per una gestione del provvedimento ritenuta «vergognosa».
La chiusura di 75 uffici postali, scrivono i sindaci «ha cagionato e sta tutt’ora cagionando notevolissimi disagi alla popolazione», mantenendo aperto un solo ufficio postale operativo in ciascun territorio comunale e per lo più «senza alcuna possibilità di poter informare preventivamente i nostri cittadini che lo hanno appreso solamente da un cartello esposto all’ingresso degli sportelli, e quindi in loco».
La lista dei disagi e dei disservizi è lunga: «Il ritiro di atti, quali ad esempio le raccomandate, spesso costringe le persone a recarsi allo sportello indicato con scrittura manuale dall’addetto alla consegna, nell’unico ufficio rimasto aperto. Le stesse poi sono spesso costrette a recarsi in un ulteriore altro ufficio situato al di fuori del proprio Comune di residenza per effettuare il ritiro».
Situazione critica nelle località rimaste prive di Postamat, circostanza che «ha di fatto impedito ai correntisti impossibilitati a spostarsi, in quanto anziani o senza patente, a rimanere senza un soldo per potersi recare a fare la spese o comprare medicinali». Un problema che “esploderà” al momento dell’erogazione delle pensioni, che dovrà svolgersi evitando assembramenti.
I sindaci ritengono «tutto questo scandaloso e certamente non conforme alle normative emergenziali emesse dal Governo e dall’Amministrazione Regionale in materia di contenimento del Covid 19». Molto grave, in particolare «questa mancanza di comunicazione» ai sindaci e un taglio sel servizio «che sta creando notevolissimi disagi a una popolazione già gravemente colpita, costringendola, in spregio alle normative, a spostamenti al di fuori dei territori comunali e ad assembramenti che di fatto sono vietati dalle normative in vigore».
Da qui la richiesta a Poste Italiane sulle misure che intenda adottare affinché il servizio possa essere fruibile nuovamente in condizioni accettabili e sicure per la popolazione, che con grande sacrificio e disciplina si sta attenendo alle regole per fronteggiare l’emergenza». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google