Troppo cibo buttato Cento in prima linea per minori sprechi a scuola come a casa
L’obiettivo è evitare 2.300 chili di rifiuti alimentari ogni anno Grazie al coinvolgimento consapevole di studenti e famiglie
CENTO
Nella Giornata mondiale del riciclo e del riuso, il Comune di Cento è al lavoro per definire, in collaborazione con Last Minute Market, il progetto che punta alla riduzione dello spreco alimentare scolastico e domestico. Il progetto si inserisce nel più ampio quadro di politiche a supporto della riduzione della produzione di rifiuti, che ha visto il Comune vincere un bando di Atersir per la realizzazione di un Centro del Riuso a Casumaro.
L’obiettivo è individuare e diffondere buone pratiche per la riduzione degli sprechi e dei rifiuti, a partire dai più giovani. Punto di partenza, i dati Fao, secondo cui si stima che un terzo degli alimenti prodotti nel pianeta non venga consumato, perché perduto durante la filiera o sprecato nelle fasi finali di consumo. Nei paesi più industrializzati oltre il 50% di tutto lo spreco si origina nel contesto domestico. Mentre un altro settore critico è quello della refezione scolastica, dove si stima che circa un terzo dei pasti prodotti non vengano consumati.
incidere sui comportamenti
«Con questo progetto – commenta il vicesindaco Simone Maccaferri – l’amministrazione comunale si propone di incidere sulla riduzione dello spreco alimentare domestico e scolastico. Oltre alla realizzazione del Centro per il Riuso a Casumaro – i lavori partiranno entro l’anno –, assieme all’Università di Bologna il Comune ha attivato una partnership volta a rendere Cento un caso studio per il miglioramento della sostenibilità delle mense scolastiche, con il progetto europeo Great Life. Un impegno a 360 gradi che parte dalla valorizzazione delle buone pratiche dei cittadini, veri protagonisti nella lotta allo spreco alimentare e nella promozione di stili di vita più sostenibili».
le azioni sul campo
Due le linee di azione. La rilevazione dello scarto domestico sarà realizzata attraverso il coinvolgimento delle famiglie degli alunni delle scuole primarie e secondarie del Centese, impegnate nella redazione di un diario del consumo e dello spreco settimanale. Di qui prenderà il via un processo di revisione degli stili di vita delle famiglie al fine di analizzare le motivazioni che generano lo spreco alimentare, quindi l’avvio di azioni correttive e l’organizzazione incontri formativi/informativi. Una successiva rilevazione consentirà il confronto dei dati prima e dopo l’inizio delle attività. Per stimare la quantità degli scarti nei refettori sarà inoltre utilizzata una metodologia già testata in altre città da Last Minute Market, che punta a quantificare la differenza fra il cibo consegnato nei refettori e quello non consumato, sempre col coinvolgimento degli studenti e del personale scolastico.
I dati raccolti saranno elaborati e confluiranno in un report, per poi analizzare le cause che originano lo spreco, individuare le principali criticità in relazione ad una serie di variabili, quali tipologia di pietanza, tipologia di servizio, orario di servizio, numero di pasti serviti nel refettorio, e infine individuare eventuali misure migliorative del servizio.
«A casa, come nelle scuole – evidenzia Maccaferri – molteplici gli obiettivi, tra cui rilevare le quantità di scarto e le cause scatenanti, sensibilizzare alunni e personale scolastico, promuovere stili di vita corretti all’interno dell’ambiente domestico come nelle mense, arginando lo spreco alimentare e incoraggiando la tutela della salute, promuovere l’acquisto consapevole, oltre che informare la comunità mediante momenti di confronto pubblico». Ambizioso il traguardo: «A regime una riduzione del 10% dello spreco domestico e scolastico quantificabile in circa 2.300 chili di rifiuti alimentari evitati ogni anno». —
Beatrice Barberini
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