Il sindaco Fabbri: più test siamo pronti a pagare noi
«Il modello veneto potrebbe essere la strada giusta Comune a disposizione per contribuire alla spesa ma l’Asl sia tempestiva»
Il Comune di Ferrara si schiera per aumentare i tamponi, sul modello veneto. Lo dice il sindaco Alan Fabbri.
vantaggio da non sprecare
«La decisione portata avanti dal governatore del Veneto, Luca Zaia, di fare più tamponi ed estendere il controllo anche a chi non ha sintomi, potrebbe essere la strada giusta per tentare di contenere quanto più possibile il contagio anche nella nostra provincia. Diverse Regioni - ha sottolineato Fabbri - stanno valutando come applicare questo modello di contenimento del virus, basato sulla individuazione degli asintomatici e mi auguro che anche l'Ausl di Ferrara decida di seguire questa proposta. Ferrara è al momento tra le realtà con il minor numero di positivi, in Emilia Romagna, e questo ci offre un vantaggio che non dobbiamo sprecare: chiediamo all'Azienda sanitaria di valutare attentamente la possibilità di dare il via ad uno screening più ampio di tamponi. Come Comune siamo a disposizione per contribuire alla spesa per l'acquisto dei tamponi o dei macchinari necessari alle analisi».
Fabbri ha poi aggiunto: «L'Oms ha dato indicazioni chiare sulla necessità di aumentare il numero dei tamponi e dopo il Veneto, che ha deciso di applicare una forma di controllo a tappeto, anche altre Regioni, come ad esempio la Toscana, si stanno allineando alla proposta, calando il progetto nelle singole realtà. Anche Bologna ha deciso di ampliare in parte lo screening con test più veloci e, a questo punto sarebbe importante avviare anche nella nostra provincia una strategia precisa, di prevenzione, basata su tamponi diffusi su gran parte della popolazione. Qualsiasi investimento a favore della salute dei cittadini ha, per noi, la priorità su tutto il resto. Siamo a disposizione dell'Asl per qualsiasi tipo di confronto ».
la prevenzione
Il sindaco si è espresso anche sull'appello degli ordini dei sanitari: «È evidente che in questo screening devono essere compresi, in prima battuta, tutti i sanitari che operano a contatto diretto con i malati e la popolazione. Non c'è tempo da perdere e sulla necessità di avviare un piano di tamponi per tutta la popolazione chiediamo all'Azienda sanitaria una risposta tempestiva ed efficace». —
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