In bicicletta solo per necessità A piedi e col cane vicini a casa
Nuove regole: passeggiate “in prossimità dell’abitazione” «Limite necessario, da far rispettare con il buon senso»
Un giro a piedi attorno casa, al massimo dell’isolato dove vivete. Potrete ancora andare a spasso con il cane o per una passeggiata ma solo «in prossimità» della vostra abitazione. Bici concessa solo per necessità. Dunque, niente più sgambate chilometriche in bici o di corsa, come disposto dal presidente Bonaccini nella ordinanza che impone nuove restrizioni sugli spostamenti in Emilia Romagna, con l’obiettivo del contenimento del contagio da Covid 19. Un’ordinanza firmata mercoledì sera ed in vigore da ieri che vieta passeggiate e sbiciclate, ma limita soprattutto le uscite per attività motoria e i bisogni degli animali domestici, come dicevamo, solo ai soli dintorni di casa. E fate tutti attenzione, l’ordinanza sarà attiva fino al 3 aprile. L’uso della bicicletta sarà consentito, esclusivamente «per le motivazioni ammesse per gli spostamenti delle persone fisiche». Quelle che già conosciamo dal Decreto del governo «#Iorestoacasa»: ragioni di lavoro, di salute o altre necessità, acquisti di cibo o medicine. La bici per le sgambate lasciatela in garage, al momento: si potranno, ovviamente, fare passeggiate per ragioni di salute, ma con la forte limitazione del percorso, di quella “prossimità” alla propria abitazione. Ma come interpretare questa “prossimità”?
Dalla Questura spiegano che anche se non sono stati indicati limiti metrici, «questo provvedimento vale per evitare l’attività motoria di tanti che con la scusa di farsi una passeggiata si facevano 10 km o anche chi lo faceva portando a spasso il cane in tutta la città». E vale anche per la spesa: «Se tu abiti a Ponte non puoi portare il cane fino al Barco o andare lì a fare la spesa, a meno che in altri casi si riesca a dimostrare che la necessità, penso ai celiaci, obblighi ad allargare questa prossimità».
E si badi bene: nessuna tolleranza sarà consentita. Anzi, a tutti i controllori (forze dell’ordine) viene indicato di essere il più ligi possibile nel chiedere il rispetto di decreto e ordinanza. Un provvedimento dell’autorità amministrativa, questo di Bonaccini, per cui si può essere denunciati ugualmente. E allora, un avvocato civilista e amministrativista, quale Giovanni Polizzi, come interpreta questa “prossimità”?
«L’interpretazione da dare è semplice e complessa al tempo stesso, è ovvio che non si potevano indicare distanze, ma in questo caso l’attività motoria consentita si potrà fare nell’isolato di casa: io abito in via Bellaria, posso andare in Piazza Ariostea, non certo fino in centro o via Bologna».
È ovvio, ancora – aggiunge Polizzi – «che si è voluto limitare le attività che in questi giorni dai parchi e dalle mura (chiusi in città, ndr) si sono spostati in centro: in Corso Giovecca ho visto persone che mi sorpassavano e urtavano, correndo, sudati fradici: un grave pericolo secondo quanto dicono gli scienziati da evitare assolutamente».
E poi, in caso di violazione, arriva la denuncia: «Certo, la prossimità si interpreta con una distanza ragionevole e dovrà essere valutata dalla sensibilità di chi fa i controlli e poi dai giudici quando tutto passerà ai tribunali: quando verranno fatti questi processi, dopo la sensibilità accentuata oggi, mi auguro che con il passato pericolo i giudici stessi siano clementi». O si trovi un correttivo tecnico– giudiziario.
«Certo – spiega Eugenio Gallerani, presidente Ordine avvocati – ci vorrà tanto buon senso. In futuro come oggi: anche io leggendo l’ordinanza del presidente Bonaccini in mattinata (ieri, ndr) mi chiedevo il significato di “prossimità”: ad esempio se debbo fare una passeggiata, fino a che punto dell’isolato, prima o seconda via».
Con l’ordinanza scattano altre prescrizioni. Si stabilisce infatti che l’apertura degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande che sono collocati nelle aree di servizio e di rifornimento carburante è consentita unicamente lungo la rete autostradale e lungo la rete delle strade extraurbane principali. Se invece questi esercizi si trovano lungo le strade extraurbane secondarie, la loro apertura è consentita limitatamente alla fascia oraria che va dalle 6 alle 18, dal lunedì alla domenica. Non è consentita, invece, la normale apertura per gli esercizi che si trovano nelle aree di servizio e rifornimento collocate nei tratti stradali interni ai centri abitati.Infine, vengono chiusi tutti i parchi e i giardini pubblici. —
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