L’accusa di Fabbri: comuni snobbati andremo al tappeto
Il sindaco di Ferrara rilancia l’appello del collega di Firenze «Il Cura-Italia non ci considera, ora serve il Cura-città»
Prima il sollecito alla Regione perché sostenga lo sforzo dei Comuni nell’erogazione dei servizi di welfare alle famiglie spiazzate dalle chiusure per coronavirus, ora il richiamo al governo. La tregua emergenziale è infranta, il sindaco di Ferrara Alan Fabbri chiede conto di spese e prospettive.
«Con il decreto Cura Italia i Comuni rischiano di finire in ginocchio e di non poter più garantire ai cittadini le risposte necessarie. Le misure economiche varate dal Governo non sono nemmeno lontanamente sufficienti a garantire la tenuta del sistema. Bisogna prevedere fin da subito strategie di salvaguardia per i Comuni e gli enti che sono in prima linea per garantire servizi ai cittadini. Ha ragione Nardella: adesso ci vuole il decreto “Cura città”». Il riferimento è al sindaco di Firenze che ieri, a conclusione della sua quarantena, ha tracciato uno scenario pesantissimo per l’economia e per gli enti locali, con i bilanci dei comuni in situazioni difficili, non gestibili a lungo senza un aiuto importante.
La manovra da 25 miliardi può essere un’iniezione positiva per le aziende e le famiglie, ma non aiuta gli enti locali, il giudizio dei sindaci italiani. E il bilancio del primo cittadino di Ferrara non è positivo neppure in campo economico. «Il governo ha varato misure già insufficienti per aziende e famiglie – dice Fabbri – In più ha anche completamente ignorato il tema dei territori e dei Comuni. Eppure sono proprio i Comuni che nei prossimi mesi saranno quelli chiamati direttamente e quotidianamente a rispondere alle esigenze della popolazione».
«Dovremo garantire le risorse necessarie al welfare, ma anche assicurare quelle necessarie agli investimenti e al rilancio dell’economia, del turismo e del commercio – dice ancora il Sindaco – ed è evidente che l’unica misura contenuta nel decreto a favore degli enti locali, che è la sospensione dei mutui, non è assolutamente sufficiente a coprire queste esigenze». Per questo «ci uniamo alla protesta dei sindaci d’Italia e all’appello lanciato dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, che ha chiesto al governo un decreto Cura città – conclude Fabbri –. Non bisogna cadere nel solito errore di guardare solo all’emergenza: in materia economica bisogna già pianificare una strategia a lungo termine che dia ai Comuni la certezza di non trovarsi nei prossimi mesi completamente privi di risorse e incapaci di rispondere alle necessità primarie dei cittadini».
Parole che arrivano a poche ore di distanza dall’appello alla Regione. «Le difficoltà delle famiglie che si trovano a dover gestire, senza aiuti immediati, situazioni di grave disagio sono quotidiane e molto concrete, per cui non possono attendere tempi burocratici troppo lunghi – diceva – Bene l’impegno della Regione a provvedere con stanziamenti appositamente destinati, ma a patto che tutto sia fatto in tempi davvero utili». –
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