La Nuova Ferrara

Ferrara

La morte di solomon  

Scaricato in strada senza vita, è caccia ai pusher

Scaricato in strada senza vita, è caccia ai pusher

Inquirenti sulle tracce di chi prelevò la vittima a casa. Il giovane aveva ovuli di droga in pancia che lo hanno ucciso 

2 MINUTI DI LETTURA





La sera prima di morire era stato prelevato da qualcuno arrivato con un’auto, sotto casa, in zona Porta Catena: è possibile fossero i pusher ferraresi che dovevano accompagnarlo per la “spedizione” o recuperare il “carico” di oltre una decina di ovuli di cocaina che Solomon Okocha aveva in pancia, poichè diventato negli ultimi tempi e sporadicamente un corriere della droga dal Bolognese (dove lavorava e aveva numerosi contatti) fino a Ferrara.

Carico di morte

Ma quel carico è stato fatale: la morte di Solomon Okocha, infatti, è riconducibile proprio agli ovuli che lo hanno ucciso, stroncato come ha indicato l’autopsia che ha escluso categoricamente che le lesioni traumatiche che aveva in viso e in testa possano aver anche concausato la sua morte, avvenuta solo e soltanto per la droga che aveva in corpo.

Ma se ora gli inquirenti sanno come è morto Solomon, debbono ricostruire cosa abbia portato a questo: capire di più sul suo ruolo come “ovulatore” e che tipo di contatti aveva con i pusher ferraresi che lo avrebbero assoldato come corriere e cosa sia successo tra la sera di mercoledì e le prime ore di giovedì della scorsa settimana, quando Solomon dopo essere stato caricato sull’auto è stato poi abbandonato morto sul ciglio della Superstrada Adriatica nei pressi di Monestirolo. Procura e carabinieri stanno ricostruendo proprio le ultime ore di vita di Solomon, i suoi contatti e soprattutto verificando che tipo di rapporto avesse con i gruppi di trafficanti nigeriani all’ombra del Grattacielo e in zona Gad qui a Ferrara.

Pulito ma coinvolto

Questo alla luce del fatto che era, comunque, persona pulita senza nessun precedente, incensurato, e probabilmente proprio per questo assoldato come corriere, seppure sporadicamente. Del resto, da quanto si è appreso da fonti della comunità nigeriana, Solomon aveva già in tasca il biglietto aereo per tornare a Lagos, in Nigeria, tra due mesi, e qui riunirsi alla giovane moglie che aveva sposato un anno fa. E l’ipotesi che prende corpo è che nonostante la sua vita fosse regolare e senza ombre di illegalità – o come diceva il cugino Kevin, «non aveva mai litigato con nessuno» – negli ultimi tempi avrebbe accettato il ruolo di “corriere”, visti gli ovuli trovati in pancia, per accumulare soldi e tornare in patria. Una ricostruzione che dovrà essere confermata dai riscontri in possesso degli inquirenti per identificare, se non la catena dei trafficanti, almeno, chi ha scaricato Solomon sul ciglio dell’Adriatica. –

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google