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a ferrara siglato accordo 

“Comunali” non indispensabili a casa ma con lo stipendio

S.C.

Sarà impiegato l’istituto dell’esonero motivato Sì anche al lavoro agile senza mettere a disposizione tecnologia complessia

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Anche il Comune di Ferrara ha definito con un accordo sindacale la situazione dei dipendenti lasciati a casa per l’emergenza Covid 19, circa metà dell’organico. Il via libera è arrivato ieri dopo una videoconferenza tra la delegazione trattante del Comune e i rappresentanti della funzione pubblica Cgil, Cisl e Uil, a distanza di qualche giorno dalle polemiche per la mancata attivazione dello smart work.

A questo proposito è stato dato il via libera al lavoro agile semplificato, per come è previsto dai decreti governativi, per tutti i lavoratori per i quali questa modalità «sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa e non vi siano impedimenti tecnici o professionali non superabili» si legge nella nota di Palazzo Municipale. In pratica, saranno attivate le forme più semplici di lavoro da casa, senza la necessità di mettere a disposizione dei lavoratori strumenti tecnologici complessi e, continuano a sottolineare in Comune, di difficile gestione viste le attuali dotazioni. Il primo passo sarà l’individuazione delle attività indifferibili e su base emergenziale, poi saranno i dirigenti a dover identificare i dipendenti da destinare al lavoro agile.

Poiché dalla Regione sono in arrivo due milioni per favorire lo smart work tra i Comuni, Aldo Modonesi (Pd) auspica che «il Comune di Ferrara, che ha, come denunciato dai sindacati, interrotto dall’inizio di quest’anno le sperimentazioni di telelavoro, non perda questa importante occasione».

Un’altra quota di dipendenti, probabilmente più significativa, è rappresentata dai dipendenti che, dopo aver esaurito ferie pregresse, congedi, rotazione e altri istituti contrattuali, «sono esonerati da detto lavoro ed esentati dal servizio». A partire dal 17 marzo, quindi retroattivamente, non è peraltro possibile impiegare ferie correnti per attutire l’emergenza. Quindi quando si esauriscono le ferie pregresse, in assenza di altre esigenze di servizio, viene attivato l’esonero motivato dal lavoro, istituto previsto dai nuovi decreti: in pratica, si resta a casa senza lavorare ma con lo stipendio assicurato.

Questa condizione di esonero motivato è valida anche per gli addetti ai servizi sospesi (come gli asili, le educatrici sono a casa da tempo).

Per quanto riguarda i dipendenti che dovranno restare al lavoro, perché presidiano servizi per i quali è considerata indifferibile la presenza fisica, «l’amministrazione doterà i luoghi di lavoro e il personale in essi coinvolti di tutti i Dpi (guanti, mascherine ecc.) previsti dalle norme.

L’accordo prevede che in caso di proroga del periodo emergenziale Comune e sindacati tornino ad incontrarsi per valutare il da farsi, «se possibile, entro 72 ore». —

S.C.

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