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Sensori e algoritmi contro chi inquina Accordo Hera-Enea per ridurre i costi

Lauro Casoni
Sensori e algoritmi contro chi inquina Accordo Hera-Enea per ridurre i costi

L’annuncio in occasione della Giornata Mondiale dell’acqua  I primi test già effettuati con successo a Granarolo Emilia  

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In occasione della Giornata Mondiale dell’acqua prevista per domani, Hera ribadisce il proprio impegno per una nuova cultura che veda al centro la risorsa idrica. Innovazione e costante dialogo coi cittadini sono le priorità del Gruppo Hera, che rappresenta il secondo operatore nazionale per quanto riguarda il ciclo idrico.

una nuova era

In questo ambito, prende avvio una nuova fase nella gestione e depurazione delle acque reflue grazie ad un accordo tra Enea e Hera che ha prodotto il primo sistema prototipo pronto per l’industrializzazione che può ridurre i costi di depurazione di oltre il 30%. Il sistema si chiama Costance, Controllo intelligente e gestione Automatizzata per il trattamento di acque reflue e rientra tra le attività di Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile).

La grande novità di questo progetto, che viene presentato in occasione della Giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo in partnership con la multiutility Hera, è che è in grado di ridurre di oltre il 30% i costi energetici e di gestione degli impianti di depurazione delle acque. Il sistema è infatti basato su tecnologie di machine learning ed è brevettato da Enea. Il prototipo ha raggiunto un livello 7 di maturità tecnologica ed è pronto per l’industrializzazione: i primi test sono stati eseguiti con successo nell’impianto di depurazione di Hera a Granarolo dell’Emilia (Bologna). La principale innovazione di Costance sta nella possibilità di utilizzare sensori affidabili a basso costo associati ad algoritmi di controllo, che consentono di gestire da remoto più impianti di trattamento e di stimare in tempo reale la percentuale di inquinanti in ingresso. In particolare, Costance consente di abbattere inquinanti come azoto e sostanza organica, consentendo la re-immissione di acque di buona qualità nei corpi idrici ricettori.

Un secondo aspetto di rilievo sono le potenzialità applicative del sistema ad impianti sia medio-piccoli, cioè fino a 20mila “abitanti equivalenti”, che di grandi dimensioni. «Diversi studi evidenziano – spiega Luca Luccarini, ricercatore del Laboratorio Cross Technologies per distretti urbani e industriali, presso il Centro Enea di Bologna – che gli impianti medio-piccoli hanno costi di trattamento specifico molti più alti di quelli di grandi dimensioni: questa tecnologia può essere fondamentale per ridurli in modo significativo. Un ulteriore beneficio in termini di costi e impatti deriva dalla possibilità di garantire minori concentrazioni di inquinanti allo scarico».

«Il Gruppo Hera – ha invece sottolineato Franco Fogacci, direttore acqua di Hera – pone l’innovazione tecnologica tra i pilastri fondamentali della sua strategia di gestione e sviluppo. Con tale presupposto, nel 2017 Hera ha sottoscritto con Enea una convenzione quadro per la realizzazione di progetti di comune interesse finalizzati all’ottimizzazione dei processi nei sistemi di trattamento acque reflue e all’incremento dell’efficienza energetica».

l’impianto ferrarese

L’impianto di depurazione di Ferrara, che sarà probabilmente tra i primi ad essere adeguati alla nuova tecnologia, tratta i liquami collettati dalle fognature a servizio di alcune località appartenenti al hinterland della città estense e, precisamente, Pontelagoscuro, Malborghetto di Boara, Francolino, Pontegradella, San Martino, Porotto e Cassana. L’impianto è costituito da 2 linee di trattamento funzionanti in parallelo, ma collegabili all’occorrenza. —

Lauro Casoni

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