Cittadino denunciato «Ora querelo il vigile»
In questi giorni, si sa, i nervi sono tesi, sia nei cittadini costretti a stare in casa per l’emergenza coronavirus, sia per chi - come le forze dell’ordine - proprio in questo periodo hanno una mole superiore di lavoro. L’altro giorno ha avuto diversi testimoni la lite fra un professionista bondenese e un agente della Polizia locale, diverbio concluso con la denuncia al cittadino per inosservanza dei provvedimenti delle autorità (art. 650).
«Ero al bar della stazione per prendere le sigarette in una pausa del lavoro - spiega il cittadino -, ho visto un signore che beveva l’aperitivo al tavolo. Quando sono entrati i vigili urbani l’hanno rimandato subito a casa, ma senza prender provvedimenti. A quel punto ho detto che le regole andavano fatte rispettare e dopo una lunga discussione ecco la denuncia, ma a me. Lo ritengo un sopruso, così ho deciso di querelare il vigile».
«Il cittadino ha sbagliato - precisa Stefano Ansaloni, comandante della Polizia locale dell’Alto Ferrarese -, perché in queste situazioni va usato il buonsenso, come siamo chiamati a fare per applicare il concetto di prossimità a chi è fuori. Il cittadino è stato denunciato perché doveva restare nel bar (da ieri chiuso; ndr) il tempo necessario per l’acquisto, invece è rimasto troppo e all’uscita i nostri agenti hanno dovuto prendere dei provvedimenti». —
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