I rintocchi delle campane di Ferrara per dare speranza
I campanari ferraresi hanno voluto rompere il silenzio in una città spettrale e dare il loro segno di vicinanza
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FERRARA. Oggi, domenica 22 marzo, in occasione della conclusione della Novena al SS. Crocifisso di San Luca, alle ore 12 i Campanari Ferraresi hanno suonato le campane nei campanili della città di Ferrara: Duomo, San Giorgio fuori le mura, Santa Francesca Romana, Santo Stefano e San Francesco.
«La consapevolezza della gravità del momento che la nostra comunità e l’intera comunità mondiale stanno vivendo - scrivono gli stessi campanari - aumenta di giorno in giorno; molti eventi o fatti di grandi dimensioni per essere misurati nella lora reale ampiezza necessitano del tempo e di una lunga distanza; certamente il tempo ci restituirà in tutta la sua cruda realtà l’impatto sanitario, sociale, economico, psicologico di questa pandemia mondiale. E’ difficile in questo momento riuscire a trasmettere in modo autentico e non retorico un messaggio di speranza. Stiamo attraversando una durissima e inaspettata quaresima, fatta di solitudine e di crollo di molti nostri riferimenti; vaghiamo esistenzialmente come Gesù nell’orto degli ulivi nella drammatica notte del giovedì Santo, quando non vi è alcun sentore di Resurrezione e dove le luci dell’alba della domenica Santa sono lontanissime da venire. La notte ci sembra interminabile, la stanchezza e la demoralizzazione pesano come non mai sui nostri animi affranti e la separazione forzata che il momento ci impone rende più dolorosa la solitudine. E’ il momento pertanto di affidarci alla Preghiere, di avvertire un senso di coesione, di capire che nonostante la separazione fisica, la nostra Comunità umana rimane integra e non scalfita dalla spietatezza di questo morbo. Vogliamo per qualche minuto rompere il silenzio spettrale di questa città, vogliamo portare una voce a tutti coloro che cercano un conforto, ai Credenti di ogni Credo e ai non Credenti, a chi vive in famiglia e a chi è solo, a chi sta a casa e a chi esce quotidianamente per portare vanti il proprio dovere magari in prima linea nella sanità, ai ferraresi e ai non ferraresi, anche quelli che ospitiamo nella nostra città e di cui magari abbiamo avuto paura fino a poche settimane fa».
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