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Il dubbio sui passi carrai Non tutti devono pagare ma non è chiaro il perché

LOrenzo Gatti

La questione è stata sollevata dal gruppo di minoranza sollecitato da alcuni cittadini Ragazzi: «Finora le risposte  non ci hanno soddisfatto»

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MESOLA

Ritorna la questione dei passi carrai, vicenda da anni dibattuta nel Comune di Mesola. A sollevarla di nuovo è l’ex esponente politico Romolo Corontini: «Dal confronto tra i cittadini quando si poteva parlare nei locali pubblici emergono situazioni diverse – racconta –. c’è chi paga questo canone e chi non lo paga e il dibattito resta aperto».

il problema

Sembra che ci sia una disomogeneità fra gli stessi residenti che si trovano nella medesima situazione ipotizzata dalla norma, «a tal proposito il Comune dovrebbe, in base al Regolamento comunale, chiarire in modo chiaro e definitivo chi è tenuto a pagare e chi no», aggiunge.

Effettivamente nel luglio dello scorso anno, i consiglieri del gruppo di minoranza “Mesola Cambia”, Carlo Ragazzi e Valentina Bonazza, sottoposero all’amministrazione comunale mesolana un’interpellanza sull’argomento «poiché – a loro dire – durante la campagna elettorale abbiamo avuto modo di registrare che alcuni cittadini non pagano il passo carrabile» e richiesero quali fossero per il Comune le modalità di applicazione della normativa in materia.

i fatti

Il Comune rispose con una nota scritta. Per comprendere la situazione bisogna consultare il Regolamento comunale, risalente al 1994, che norma la materia.

In pratica sono distinte due tipologie di accesso, spiega la nota del municipio fornita ai consiglieri di opposizione: “l’accesso a raso”, quando non comporta nessuna opera visibile per consentire l’accesso a strada di uso pubblico, ed “il passo carraio”, inteso come quel particolare tipo di accesso da area o edificio privato, consistente in un manufatto o da una modifica del piano stradale. Il regolamento poi specifica che “non può essere costruito, senza la preventiva autorizzazione del Comune, nessun tipo di accesso né possono essere apportate trasformazioni o variazioni a quelle esistenti”.

il dubbio

Il punto nodale riguarda il canone cosi regolato: “Per ogni accesso autorizzato, passo carraio o accesso a raso, è dovuto un canone a favore del Comune da corrispondersi in annualità”. Ma esistono due eccezioni: “Il Comune non può imporre la tassa per il passo carraio a raso se realizzato con portoni e cancelli che si aprono direttamente sulla pubblica via se non è chiesta autorizzazione e rilasciato regolare cartello di divieto di sosta”. «Non ci siamo ritenuti appagati dalla risposta – commenta Ragazzi –, perché questa situazione sembra non rispondere a criteri di equità ». —

LOrenzo Gatti

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