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L’evento Banksy a forte rischio Ferrara si dà tempo fino a metà aprile

Stefano ciervo
L’evento Banksy a forte rischio Ferrara si dà tempo fino a metà aprile

L’assessore Gulinelli: decisione da prendere in tre settimane I ritardi del disallestimento di De Nittis un problema in più 

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Sul sito di Ferrara Arte resiste la chiusura della mostra di De Nittis «fino al 3 aprile», e ancora ieri l’assessore alla Cultura, Marco Gulinelli, teneva ferma quella data per prendere ogni decisione. È però ormai chiaro a tutti che la programmazione residua di Palazzo dei Diamanti non regge ai colpi dell’emergenza, e dovrà essere completamente rivista. Traballa paurosamente, in particolare, l’evento-simbolo della nuova stagione artistica e turistica della città, cioè la mostra sul writer inglese Banksy, la cui apertura sarebbe stata addirittura anticipata rispetto alla data inizialmente prevista dell’1 maggio. Non si tratterebbe nel caso di uno slittamento, ma di una rinuncia definitiva perché per l’evento era stato ricavato uno spazio tra la conclusione della mostra di De Nittis e l’inizio dei lavori post-sisma dei Diamanti, che dovrebbero partire a settembre. Ed è ormai in discussione l’intera attività espositiva fino all’autunno.

anticipo sfortunato

L’idea di Ferrara Arte e del Comune, dopo la serrata di marzo, era di tentare un recupero d’immagine e di visitatori con un’anticipo della mostra del writer britannico, anticipando l’inaugurazione al weekend del 25 aprile: il 22 aprile la data più probabile. La macchina organizzativa si era già messa in moto, ma man mano che passano i giorni sul fronte emergenza coronavirus, diventa sempre più improbabile poter contare su di una ripresa della normalità in tempi brevi.

C’è da aggiungere che il problema maggiore dal punto di vista organizzativo non è tanto l’allestimento della nuova mostra, quanto il disallestimento della vecchia: da Ferrara sono pronti a partire avvertimenti ai prestatori delle opere di De Nittis sulla probabilità molto elevata di dover allungare i tempi, perché il lavoro della maestranze è ostacolato dai vincoli di sicurezza.

La mostra di Banksy era pensata per occupare i mesi di maggio, giugno e luglio, ed è costruita sul modello di quella in programmazione a Genova, teoricamente fino al 13 aprile. Tempi già molto stretti, quindi, per l’allestimento e anche la fruizione, che non c’è la possibilità di comprimere ulteriormente.

la speranza e la ragione

Gulinelli, comprensibilmente, non vuole darsi ancora per vinto: «Abbiamo già programmato tutto, in maniera piuttosto rigida, in teoria non serve molto tempo per l’allestimento: diciamo una settimana, correndo molto. Per questo avevamo deciso di anticipare l’apertura al weekend del 25 aprile. Adesso è dura, ce ne rendiamo conto tutti: per ora - è la volontà dell’amministrazione - continuiamo a tenere ferma la data del 3 aprile, quando scadrà il decreto Conte, prima di prendere decisioni. Quanto possiamo aspettare? Diciamo metà aprile, perché la mostra può slittare al massimo alla prima settimana di maggio. Poi se non ci saranno le condizioni per poter programmare con una certa sicurezza, dovremmo trarne le conclusioni». Basterà insomma una mini-proroga delle restrizioni in essere per mandare all’aria tutto.

prima vittima

È intanto ormai saltata la Biennale Donna che doveva aprire a metà aprile al Padiglione d’arte contemporanea. A partire dal 1984, con la collettiva “Figure sullo sfondo”, è stata un punto di riferimento nazionale dell’arte al femminile, senza mancare una edizione. —

Stefano ciervo

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