La linea dura nel Ferrarese, denunciato un passante su 5
Da ieri nel capoluogo anche militari dell’Esercito, tra stazione ferroviaria e piazza del Duomo. In un giorno dei 402 controllati, 80 erano irregolari. Il prefetto: «Irresponsabili»
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FERRARA. Eccoli, i militari dell’Esercito in città contro il contagio del Coronavirus: fanno il giro, tra piazza Duomo e la stazione, si fermano, controllano, raccolgono autocertificazioni e nel caso di denunce chiamano Polizia e carabinieri per formalizzarle (non hanno compiti di polizia giudiziaria).
Eccoli, i 12 militari del 6° Reggimento Logistico di Budrio che a turno (dalle 7 alle 21, ogni giorno) si aggiungono ai controlli contro il contagio del Coronavirus che da una decina di giorni centinaia di agenti di Polizia di Stato e delle Polizie locali, carabinieri e finanzieri assicurano, battendo città e provincia. Denunciando, ancora e purtroppo, tanti e troppi «irresponsabili», come li etichetta il prefetto Michele Campanaro. Non a caso, nella giornata di venerdì scorso, delle 402 persone controllate da Polizia, Carabinieri e Finanza, i denunciati erano 80: 1 irregolare ogni 5.
Scatta la linea dura
Un record, e non è un vanto, anzi. Ma è il frutto della linea dura, voluta dal prefetto e condivisa da tutti i numeri uno delle forze dell’ordine schierate in campo: «I controlli, rafforzati grazie al supporto dei militari dell’Esercito saranno ancora più stringenti - aveva annunciato lo stesso prefetto - e non ammetteranno eccezioni: in gioco è un diritto non negoziabile, la salute pubblica».
Tolleranza zero, dunque, per tutti. Come nei controlli di ieri della Polizia di Stato che sta martellando da giorni grazie ai nuovi servizi voluti dal questore Cesare Capocasa, che in zona Gad ha portato a denunciare 11 persone, tutti ferraresi, in giro per la zona senza motivi validi.
Zona Acquedotto
Poco distante, zona Acquedotto e centro città, altri controlli della Polizia municipale, altre denunce: una decina di persone finite nei guai e sei di questi, cittadini nigeriani, che venivano da Formignana. Agli agenti di Polizia municipale non hanno saputo altro che dire: «Siamo venuti a compare il pesce al mercatino».
Una banalissima scusa che ovviamente non ha tenuto, visti i 20 km che hanno percorso per venire in città dal paese dove abitano. «Possiamo dire che il nostro impegno è assoluto - ricorda alla città, il vicesindaco Nicola Lodi - In un giorno abbiamo fatto 280 controlli, tutti i nostri agenti sono fuori, ripeto e ribadisco ai cittadini: restate a casa, non andate in giro».
Tutta la città sotto controllo
Tutta la città è sotto controllo (ed è così in tutti i centri e paesi della provincia): «Con i nostri servizi ci stiamo spostando in tutte le zone della città, non solo Gad dove vi erano troppi assembramenti (controlli ora di Esercito e Polizia, ndr) ma c’è ancora troppa gente in giro. E se la gente non comprende ancora, il messaggio che arriva dalle casse da morto trasferite da Bergamo qui a Ferrara, credo non lasci dubbi a nessuno: non c’è da scherzare».
Non si scherza nemmeno nei controlli agli esercizi commerciali, ben 519 quelli visitati nella giornata di venerdì, secondo i dati della Prefettura. E i controlli iniziano a dare i frutti visto che di quelli controllati, 276 dalle forze dell’ordine e 243 dalle forze locali, nessuno dei titolari è stato denunciato. Nessuno fuori regola. Anzi. Viene citato come esempio, virtuoso, un macellaio di via Palestro che impone alla clientela il rispetto di oltre un metro dal bancone della carne. Dati globali della prefettura che sta coordinando in queste settimane gli sforzi di tutti e che si riferiscono alla giornata di venerdì, confermati dai dati scorporati dalla polizia locale qui in città che nei 58 negozi controllati non ne ha rilevato nessuno fuori regola: niente consegne sotto banco (dentro il negozio) ai clienti come è già accaduto e massimo rispetto della distanza di sicurezza.
Carabinieri fuori dai market
E soprattutto nei market che nella giornata di ieri hanno visto potenziati i controlli proprio dei carabinieri: market che debbono anche rispettare la vendita, solo e soltanto di alimentari o beni di prima necessità, niente altro: ad esempio, nemmeno le lampadine da sostituire (verificato ieri all’Interspar Darsena).
E oggi per negozi e market la prova del nove per tutti: dopo la nuova ordinanza del presidente Bonaccini, che ha chiuso negozi alimentari e market (nei giorni festivi), via ai controlli della serrata: «Vedremo domani (oggi, ndr) - anticipa il vicesindaco Lodi - il rispetto della serrata, visto che l’ordinanza Bonacini vale per tutti i negozi e negozietti etnici di alimentari i giro per la città: li verificheremo a tappeto». —
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