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Emergenza coronavirus a Ferrara

Le cattive abitudini dei clienti del market «Ogni giorno qui E acquistano tre cose»

Davide Bonesi
Le cattive abitudini dei clienti del market «Ogni giorno qui E acquistano tre cose»

Voghiera, il racconto della vita da commesso «Abbiamo paura, ma non veniamo ascoltati» 

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il racconto

Davide Bonesi

Lui si chiama Marcello Vernacci e oltre a collaborare con il nostro quotidiano, da circa un anno lavora come commesso al Punto Simply di Voghiera. Lui, come tanti altri ferraresi, da quando è iniziata l’emergenza coronavirus è in prima linea, lavorando molte più ore del solito per soddisfare le richieste della gente, che fra esigenze concrete e “scuse” per uscire di casa, stanno prendendo d’assalto tutti i market di Ferrara e della provincia. «Dovrei lavorare 25 ore settimanali - ci racconta -, con quelle di oggi pomeriggio (ieri; ndr) arrivo a quota 42, a volte fino a 12 ore al giorno. E non sono l’unico, ho tanti amici che lavorano in supermercati, sono tutti stanchi e terrorizzati dal virus, anche perché in alcuni negozi i cassieri non hanno alcuna protezione, a parte guanti e mascherine, mentre da noi alle casse c’è almeno una lastra di separazione».

E se ogni mondo è paese, anche a Voghiera la gente invece di concentrare la spesa in un giorno solo torna più volte. «Lo ripetiamo in continuazione, diciamo a tutti di non venire per acquistare pochi generi. Abbiamo anche attivato la spesa a domicilio, che effettuiamo personalmente io e la responsabile del negozio, ma non basta, nel nostro piazzale c’è sempre la fila. Capita di avere clienti in coppia, ai quali diciamo che può entrare una persona soltanto, ma spiace ammettere che sono soprattutto le persone anziane a non rispettare le regole. È difficile per tutti stare a casa, ma dobbiamo farlo».

più lavoro

Come detto le vendite sono cresciute, «perché con le limitazioni vengono persone del paese che solitamente facevano spesa a Ferrara o a Portomaggiore. Proviamo a spiegare che non abbiamo problemi di magazzino, la merce continua ad arrivare, eppure i nostri clienti vengono qui ogni giorno a prendere sempre quelle 3-4 cose, come facevano prima dei divieti. La Protezione civile gira tutto il giorno in paese per portare il messaggio del sindaco Lupini in cui si invita la popolazione a restare a casa, però i risultati finora non sono quelli previsti. E la paura di noi che lavoriamo nei market è la stessa di chi lavora ad esempio in farmacia, posso ben dirlo visto che mio fratello fa proprio quel lavoro. Per fortuna da noi i locali sono disinfettati regolarmente e al massimo non entrano più di 4-5 persone, sperando che tanti clienti perdano le abitudini di prima e accettino di ricevere la spesa a casa».

Ma quali sono i prodotti più venduti? Uno penserebbe il cibo, magari affettati o pane e invece, «carta igienica e scottex, ne vendiamo in quantitativi altissimi. Poi i cibi a lunga scadenza, mentre per quelli freschi lavorano molto i piccoli negozi presenti in paese...».

La speranza è che l’emergenza cessi presto: «Tutti abbiamo cambiato le nostre abitudini, io appena finito il lavoro corro a casa, lo dobbiamo fare tutti». —

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