Gara di solidarietà, medici ferraresi in Lombardia, a Parma e Piacenza
Alcuni professionisti hanno aderito alla task force dei 300. Uno specializzando ha dato disponibilità per l’Alta Emilia
FERRARA. Il grido d’aiuto è risuonato dalle Alpi fino allo stretto di Messina: le regioni più colpite dalla pandemia hanno bisogno adesso di 300 medici da inserire nei loro ospedali, che rischiano di collassare sotto la pressione dell’alto numero di ricoveri nelle terapie intensive. Uno tsunami che sta rischiando di travolgere l’intera struttura del sistema sanitario della Lombardia e sta facendo ricadere a cascata le sue conseguenze anche sulle regioni più vicine.
Tra chi si è mostrato interessato, dicono gli addetti ai lavori, ci sono almeno 5 camici bianchi della provincia, che svolgono la libera professione. Ma adesioni, dal Ferrarese, non sono mancate neanche per l’avviso lanciato dalla Regione Emilia Romagna, che cerca medici da inviare nell’area più colpita dalla pandemia, quella a nord compresa tra Parma e Piacenza. Tra le persone interessate c’è uno specializzando piacentino, in servizio in un reparto intensivo del Sant’Anna che ha comunicato la volontà di andare a svolgere lo stesso servizio nella sua città.
I medici di alcune discipline, già introvabili o reclutabili con grandi difficoltà già prima della diffusione della pandemia, oggi non si trovano e la grande disponibilità mostrata da laureati, specializzandi e specialisti che hanno risposto in 7. 923 all’appello nazionale rappresenta una ottima testimonianza dello spirito solidale con cui il Paese sta affrontando «la peggiore crisi dal dopoguerra a oggi», come ha dichiarato recentemente il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.
Subito in trincea
I primi medici potrebbero essere operativi già oggi, in Lombardia e a Piacenza. Ieri si è saputo infatti che i “camici” che hanno aderito alla task force in supporto degli ospedali più in difficoltà e che sono in fase di selezione, «andranno anche in altre regioni» rispetto alla Lombardia, come le Marche, ha dichiarato il commissario nazionale per l’emergenza Angelo Borrelli. Le figure più richieste sono quelle di internisti, rianimatori, pneumologi, esperti di terapia d’urgenza. Per loro, come prevede il bando della Protezione civile, è prevista un’indennità giornaliera per ciascuna giornata prestata (200 euro), il rimborso delle spese di viaggio e una sistemazione in alloggio a carico delle Regioni.
Da sabato è anche aperto il bando straordinario della Regione Emilia-Romagna per reclutare medici e infermieri da destinare direttamente a Parma e Piacenza.
La procedura d’urgenza è rivolta sia a professionisti attualmente dipendenti del sistema sanitario nazionale - in questo caso l’incarico è subordinato all’assenso del datore di lavoro - o di altre strutture pubbliche o private, sia a professionisti in cerca d’impiego o a specializzandi.
Le specialità
Si cercano medici laureati e abilitati all’esercizio della professione con priorità per gli specialisti, gli specializzandi e chi possa documentare qualificate esperienze in Anestesia e Rianimazione, Malattie Infettive, Malattie dell’Apparato Respiratorio, Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza, Medicina Interna, Geriatria, Igiene Pubblica.
Si cercano inoltre infermieri in possesso di un titolo di studio abilitante all’esercizio della professione con priorità per chi possa documentare qualificate esperienze nell’ambito delle Terapie Intensive.
Il rapporto di lavoro sarà autonomo occasionale, libero-professionale o di collaborazione coordinata e continuativa sulla base della durata e dell’impegno orario che sarà garantito dal candidato.
Ci si può candidare presentando collegandosi al bandi pubblicato sul sito dell’Asl di Piacenza , dell’Asl e dell’azienda ospedaliera di Parma. —
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