Il ventilatore doppio è una realtà «Ma prego non venga mai usato»
Realizzato un respiratore in grado di assistere due malati anziché uno Il suo ideatore mette in guardia: è uno strumento da medicina di guerra
LA NOVITà
Un respiratore in grado di ventilare due persone, invece di una. Un’intuizione divenuta realtà in appena 72 ore grazie alla collaborazione tra medici e impresa.
Ma il suo ideatore, Marco Ranieri, rianimatore bolognese, professore ordinario al dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche all’Università di Bologna mette in guardia rispetto all’utilizzo dello strumento ideato assieme a due colleghi lombardi: «Prego perché non sia mai usato, vorrebbe dire che essere arrivati in una condizione da medicina di guerra».
LA MODALITÀ
Il meccanismo è semplice. Adattare un ventilatore per la respirazione assistita a due circuiti, invece che a uno, in modo da poter raggiungere due persone.
A realizzarlo ci ha pensato l’azienda Intersurgical di Mirandola, nel pieno del distretto biomedicale modenese. L’apparecchio è già testato al Policlinico Sant’Orsola di Bologna e funziona, anche se Ranieri non ha dubbi: «Dite a tutti di restare a casa, una soluzione così non è stata usata nemmeno ai tempi di Ebola. Ma solo il fatto di averci pensato vuol dire che siamo al limite della tenuta», spiega il rianimatore 61enne, originario di Bari, uno dei più autorevoli esperti di ventilazione assistita, noto in tutto il mondo scientifico per le sue pubblicazioni.
clinici e industria assieme
È stato all’inizio di questa settimana, nel momento in cui la Lombardia ha iniziato a vivere la sua crisi più drammatica per l’assoluta mancanza di respiratori, che Ranieri, assieme a una task force operativa di colleghi lombardi, ha avuto l’idea del doppio circuito: «Avevamo lavorato tutta la notte – racconta Ranieri – cercando all’estero cosa era stato fatto. Eravamo disperati e avevamo bisogno di trovare una soluzione in tempi rapidi».
Solo al Sant’Orsola potrebbero entrare in funzione circa 100 dispositivi, così come a Piacenza e a Parma. «Una notizia che ci riempie di orgoglio – ha affermato il commissario ad acta in regione, Sergio Venturi –, ottenuta grazie a una collaborazione straordinaria tra clinici e industria». —
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