Infermiera di Cona stroncata da malore
La vittima è Alessandra Fabbri, aveva assunto l’incarico di bed manager all’ospedale. Lascia marito e figlia adolescente
FERRARA. Hanno provato in ogni modo a rianimarla, a restituirla ai suoi affetti, ai suoi amici, al suo lavoro. Ma non c’è stato nulla da fare. Alessandra Fabbri se n’è andata così, ieri mattina, in casa, senza un perché. Un malore fatale, probabilmente un infarto, l’ha strappata alla vita a nemmeno cinquant’anni. Lasciando un vuoto immenso, un dolore senza fine per il marito e la loro figlia adolescente.
Tutto è accaduto ieri mattina, inspiegabilmente: immediata la richiesta dei soccorsi, i colleghi del 118 si sono precipitati e hanno tentato di tutto per strapparla alla morte. Ma si sono dovuti arrendere.
La conoscevano in tanti, Anna, e le volevano bene. Lei, originaria di Massa Fiscaglia, era un’infermiera dell’ospedale Sant’Anna. È una sua ex collega, non senza difficoltà, a raccontarci qualcosa di lei: «Non capisco, fino a ieri era al lavoro, stava bene... Da settembre aveva smesso di lavorare in reparto ed era in un ufficio a gestire i ricoveri ospedalieri, non ricordo il nome del servizio. Non mi risulta avesse problemi di salute, so che ne aveva avuti, anche seri, ma tanti anni fa, li aveva superati e stava bene, altrimenti mica avrebbe lavorato per anni in reparto».
Incredulità, dolore, cordoglio. E una preghiera: «Mi raccomando - aggiunge l’ex collega di Alessandra -, onoratela: era una ragazza eccezionale, energia pura, simpatica, veramente unica, ben voluta da tutti».
Sì, aveva un nuovo incarico Alessandra Fabbri, era bed manager all’ospedale Sant’Anna di Cona, lavorava nello staff della direzione, con il compito di individuare il numero di posti letto e l’assegnazione ai ricoverati, funzione molto impegnativa, specialmente in questo periodo, in cui la riorganizzazione delle degenze per il coronavirus ha stravolto la routine dell’ospedale Sant’Anna e non solo, ne ha reso la gestione ancor più complessa e con la stringente necessità di coordinare tanti ricoveri, anche gravi, ogni giorno.
Lascia un vuoto enorme, Alessandra Fabbri, specie nel cuore dei suoi cari. Il marito, volto conosciutissimo della città, ora titolare del Caffè San Marco in via Borgo dei Leoni, ma in precedenza barista nei locali di corso Giovecca, e la loro figlia, una ragazzina appena quindicenne.
Scorrendo le foto del profilo Facebook della vittima, ecco comparirne alcune che portano al pattinaggio a rotelle, una assieme a Cinzia Roana, plurimedagliata a livello mondiale e oggi insegnante della Pattinatori Estensi.
Fra immagini e citazioni, ecco Andrea De Vivo dell’Uisp Ferrara. Che non si sottrae alla telefonata, ma è chiaro che anche lui è provato dall’improvvisa, prematura e inspiegabile perdita: «Il legame con la Pattinatori Estensi - ci spiega - è dovuto a sua figlia, che è una pattinatrice. È stata proprio Cinzia Roana ad avvertirmi della tragedia. Poi, la ragazzina veniva anche ai campi estivi con noi dell’Uisp. Con la mamma avevamo un bel rapporto... Non capisco come sia potuta succedere una disgrazia simile, Alessandra non aveva problemi di salute, l’avevo vista di recente all’ospedale, mi aveva detto che le avevano dato un incarico più importante, era contenta...». —
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