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Riso Grandi, boom di richieste Impianti a orario continuato

KATIA ROMAGNOLI
Riso Grandi, boom di richieste Impianti a orario continuato

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In un periodo particolare in cui il pesce fresco non ha ordini e cozze e vongole non hanno richieste sul mercato, sono i prodotti a lunga conservazione ad avere un’impennata nelle richieste, specie se sono di qualità.

È quello che sta succedendo nell’azienda Riso Grandi di Pontelangorino, quarto marchio italiano, partito nel 2004 dall’ultimo posto in classifica, il 158°, sino a quello attuale, puntando sulla qualità e sul rispetto delle tradizioni. L’impianto, situato in un’area rurale di 70mila metri quadri, alle porte di Codigoro, da alcune settimane sta lavorando 24 ore su 24, «per far fronte alle accresciute richieste del mercato, – spiega Alessandro Grandi, presidente di Grandi Riso – e anche a quelle che ci sono giunte dagli ospedali di Bergamo e di Brescia. Stiamo cercando di gestire gli ordini, – prosegue Grandi –, i volumi sono cresciuti tre volte in più rispetto al passato, perché si è registrata una corsa ai generi alimentari primari, per l’appunto il riso, la pasta e l’acqua».

L’incremento

Nelle ultime due settimane l’azienda codigorese, che è presente in oltre 35 piazze in tutto il mondo, ha incrementato del 10% l’export sui mercati europei ed internazionali e del 40%, negli ultimi sette giorni, su quello nostrano. «La priorità assoluta ora va all’Italia – prosegue il presidente di Riso Grandi –, prima cerchiamo di evadere gli ordini nel nostro Paese e quello che riusciamo a fare per l’estero in questo periodo, ben venga. Qualche cliente americano si è lamentato sugli ordini, ma per il momento siamo concentrati sul nostro Paese». Riso Grandi vanta un altro primato, essendo l’unica riseria italiana in grado di effettuare direttamente all’interno del proprio impianto l’essicazione del risone consegnato dai produttori della zona. Dotata di 205 silos, per una capacità di stoccaggio di 21. 690 tonnellate di risone, con una capacità produttiva, attraverso gli essicatoi, pari a 750 tonnellate al giorno, Riso Grandi chiuderà il mese di marzo con 2 milioni e 800mila chili di riso prodotto, nelle diverse varietà, tutte protette dal marchio Igp Riso Grandi dispone anche di un deposito a Ferrara, di 40mila metri quadri, all’interno del quale viene depositata la materia grezza. Il punto di forza dello stabilimento, che effettua la lavorazione ed il confezionamento di riso, per così dire a chilometri zero, ovvero proveniente dal Basso Veneto e del Basso Ferrarese, è rappresentato dai 32 dipendenti.

«Voglio ringraziare tutti i dipendenti – rimarca Grandi –, perché i miracoli che stiamo facendo, per soddisfare l’incremento di richieste, sono frutto dei loro sforzi e del loro impegno. Sono tutti bravi e responsabili e si sono tutti messi a disposizione, per assicurare la fornitura ai supermercati e agli ospedali, tra cui quello da campo di Bergamo». Per consentire di lavorare in condizioni di massima sicurezza, oltre ad averli dotati di mascherina e guanti (ben prima dell’emergenza sanitaria), in ogni reparto l’azienda ha previsto la presenza di un solo lavoratore, su turni, in modo tale che «se per caso qualcuno risultasse positivo – evidenzia il presidente Grandi –, non andrebbe in quarantena tutto lo stabilimento. Abbiamo inoltre messo in pratica lo strumento dello smart working per i dipendenti del settore commerciale, che lavorano da casa».

La produzione del riso dunque, in linea con quella che caratterizza tutta la filiera agroalimentare, non solo non si ferma, ma dimostra di essere il perno attorno al quale sta ruotando l’economia del territorio e del Paese. —

KATIA ROMAGNOLI

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