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I sindacati: la riduzione sia reale E si offrono di aiutare il prefetto

S.c.
I sindacati: la riduzione sia reale E si offrono di aiutare il prefetto

Da Trw a Berco passando per Fava le principali aziende hanno già concordato le chiusure Piccole imprese, settore servizi e appalti petrolchimico nel mirino. «Rigore sulle deroghe» 

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il report

Le principali ferraresi non indispensabili stanno già attivando, in gran parte, le procedure di chiusura in accordo con le rappresentanze dei lavoratori, ma i sindacati non abbassano la guardia e chiedono al prefetto di essere rigorosi con le deroghe. «Tutte le attività produttive devono trovare una reale ed estesa riduzione, non centro riscontrabile nella nostra provincia nella giornata di lunedì», hanno scritto ieri le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil al prefetto Michele Campanaro. Sul territorio qualche tensione, per effetto della mancata adesione alla richiesta sindacale di due giorni di chiusura per applicare al meglio il Chiudi Italia, si è registrata nell’Alto Ferrarese, ma è soprattutto tra le micro-aziende e anche negli uffici che i rappresentanti dei lavoratori individuano violazioni degli ultimi decreti. «Stiamo compilando la lista, speriamo di poterla presentare quanto prima al prefetto» diceva in serata Massimo Zanirato (Uil). I sindacati chiedono di essere avvertiti di ogni richiesta di deroga rispetto alle chiusure programmate.

il quadro

A mettersi sul piede di guerra erano stati, preventivamente, i metalmeccanici, che ieri però hanno assistito «in generale ad un atteggiamento di buon senso e collaborativo da parte delle aziende - riferisce Giovanni Verla (Fiom) - Trw, Lte, Fox Bompani, ma anche Fca e Berco stanno lavorando alla sospensione dell’attività. Il gruppo Fava sta prendendo anch’esso questa strada (gli Essiccatoi peraltro potrebbero continuare la produzione, ndr), c’è solo qualche situazione da monitorare nell’Alto Ferrarese». Officine Barbieri e Sagom Tubi vengono segnalati verso la chiusura, una volta terminate le attività necessarie a chiudere le commesse in corso, il punto di maggiore frizione è attualmente la Fira radiatori di Dosso: ieri c’è stato anche uno sciopero ma il dialogo non si è mai interrotto e oggi potrebbe portare ad un’intesa.

Nel settore chimico i sindacati lamentano qua e là forzature, e nel petrolchimico di Ferrara è sotto la lente il settore appalti: ieri sono andati al lavoro centinaia di addetti e ci sarà da verificare se erano impiegati tutti per rotture o manutenzioni urgenti. Non a caso ieri è uscita una nota delle segreterie territoriali di Filtcem, Femca e Uiltec in cui si minacciavano scioperi in caso non ci sia «un concreto processo di sospensione di tutte le attività che non siano realmente strategiche».

Nel settore dei servizi, a parte Poste e banche in sofferenza da giorni per le protezioni individuali, c’è il riconoscimento che gli uffici pubblici «sono in sostanza ai minimi essenziali in caso di sciopero - dice Natale Vitali (Fp Cgil) - Inps, Agenzia entrate, Ispettorato del lavoro? Le scadenze sono state rinviate, il resto si fa per appuntamento ma l’online può fare quasi tutto ormai».

la richiesta

In ogni caso i sindacati chiederanno al prefetto di istituire una specie di comitato di sorveglianza per individuare «a livello territoriale ciò che è realmente lavoro indispensabile», per combattere «l’obbligo a produrre profitti a scapito della salute». —

S.c.

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