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Emergenza coronavirus a Ferrara

Il Delta “Covid” si riempie Test più rapidi per i tamponi

Fabio Terminali
Il Delta “Covid” si riempie Test più rapidi per i tamponi

Verso analisi a tappeto per gli operatori sanitari, precedenza alle case di riposo Ieri 980 positivi in più in regione e 76 morti. Venturi: «Non c’è un calo forte»

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In pochi giorni l’ospedale del Delta ha riconvertito il reparto di Medicina in settore Covid e ben 49 posti letto dei 59 dell’ex unità operativa, che ha fatto spazio alla nuova funzione ospedaliera, sono già stati occupati. In buona parte con pazienti dimessi dal San’Anna che necessitano di cure meno intensive. Ieri dell’ospedale ha parlato anche il commissario regionale per l’emergenza, SergioVenturi: potrà accogliere fino 92 posti letto per acuti, 4 subintensivi e 6 intensivi. Al Covid Hospital del Delta, che si affianca al Sant’Anna di Cona, un paio di giorni fa ha fatto il suo ingresso il primo paziente ricoverato in terapia intensiva con problemi respiratori.

I test rapidi

Nel frattempo si fa più concreta la possibilità di effettuare tamponi con risultato più rapido, esito che oggi arriva dopo 3-4 giorni. «Entro la fine della settimana – ha detto Venturi – in collaborazione con il laboratorio di Reggio Emilia, definiremo la possibilità di avere test rapidi sui tamponi, con un tempo di refertazione ridotto a un quarto rispetto a quello attuale».

Un’esigenza in campo già da tempo, anche nell’ottica di estendere i test, «che però faremo non tanto per farli», ha aggiunto il commissario il quale ha stabilito una priorità ben precisa. Si pensa infatti di sottoporre «a tappeto», come ha specificato Venturi, «gli operatori sanitari e quelli delle Asp: dando la precedenza a chi lavora negli ospedali e soprattutto a quelli delle case protette. Abbiamo l necessità di salvaguardare in primo luogo chi assiste gli anziani. Le case protette – ha proseguito l’ex assessore regionale alla Sanità – sono i serbatoi più rilevanti da difendere, quando un operatore senza mascherina porta lì dentro l’infezione determina un vero e proprio incendio».

I DPI

A proposito di dispositivi di protezione individuale, la Protezione civile regionale domenica ha ricevuto dal Dipartimento nazionale 280mila mascherine Montrasio, e ieri 2.600 camici, 22mila guanti sterili, 2mila copricapo, 3mila copriscarpe, mille mascherine Ffp2. Da una donazione con volo militare della Turchia pervenute 396mila mascherine chirurgiche.

i dati regionali

Intanto (dati aggiornati alle 12 di ieri) salgono a 8.535 i casi di positività in Emilia-Romagna, 980 più di domenica. Un aggiornamento, ha spiegato Venturi, che risente di un recupero dei tamponi fatti in passato e presenta «una percentuale in linea con i giorni passati, anche se non vediamo un decremento forte».

Sul totale dei positivi, i casi diagnosticati a Piacenza sono 1.885 (+120), poi Parma con 1.364 (+155), Reggio Emilia 1.369 (+202), Modena 1.155 (+145), Rimini 1.035 (+93) Bologna 833 (+159), Forlì-Cesena 380 (+51), Ravenna 342 (+33 in più) e ultima Ferrara 172 (+22). Aumentano le persone ricoverate in terapia intensiva, ora 276 (+7).

Per quanto riguarda i decessi, 76 quelli di ieri: riguardano 26 residenti nella provincia di Piacenza, 13 a Parma, 21 a Reggio Emilia, 9 a Modena, 4 a Bologna, 2 a Ferrara e 1 a Ravenna.

Continuano a salire le guarigioni, che raggiungono quota 423 (+74 su domenica). Mentre quasi la metà dei positivi (3.669, +443) sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi. «Un fatto positivo», secondo Venturi. —

Fabio Terminali

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