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Emergenza coronavirus

Lunghissime code fuori dalle Poste. E dentro le proteste di chi è al lavoro

Lunghissime code fuori dalle Poste. E dentro le proteste di chi è al lavoro

In tutto il Ferrarese sono giorni di fuoco negli uffici aperti. E i sindacati denunciano 

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FERRARA. Fuori le proteste degli utenti: code di centinaia di metri per accedere agli uffici postali, quei pochi rimasti aperti dopo la riorganizzazione voluta per evitare gli assembramenti. Ma la chiusura di tanti uffici ha di fatto concentrato l’utenza in pochi punti: e allora ecco le proteste che rimbalzano. Da Facebook e non solo: «Se volevano evitare affollamenti, ci sono proprio riusciti! » , ironizzano in molti. Poiché in realtà gli utenti sono concentrati e aspettano fuori, in ocda. E se fuori il clima si scalda, tra lamentele per un disservizio che diventa sempre più palese, dentro i sindacati sono sul piede di guerra.

Pierangelo Tolla della Cisl non usa giro di parole: «Abbiamo scritto una lettera al prefetto di Ferrara, al presidente Bonaccini alla presidente Provincia Paron, attendiamo risposte, così non si può più lavorare».

Le mascherine, pur arrivate, poche e non sono adeguate. E che dire degli uffici postali in città di Krasnodar, Doro e a Cento, nuovi e organizzati in lay-out, senza schermi o protezioni tra addetti e utenza: «Siamo in ogni momento a rischio, ma anche su questo non abbiamo avuto nessuna risposta». E che dire delle lamentele degli utenti, cui fanno fronte gli stessi addetti agli sportelli. Soprattutto per quanto riguarda le pensioni: «Non è stata data nessuna informazione all’utenza, e parliamo di clientela in là con l’età». Poiché gli anziani possono ritirare la pensione a giorni fissati, secondo la lettera dell’alfabeto dei cognomi. Bene gli uffici preposti non sono aperti tutti i giorni e pertanto, tanti utenti saltano il turno, arrivano agli sportelli, chiedono informazioni, non le hanno e protestano. Come fanno i sindacati. La stessa Cisl rincara con una nota: «a tutt’oggi emerge la carenza attuativa delle misure di prevenzione negli ambienti di lavoro». «Apprezziamo – spiegano – lo sforzo che Poste Italiane Spa, e che sta attuando al fine di tutelare i propri dipendenti, ma urge evidenziare che gli interventi attuati non sono sufficienti, in evidente lesione dei principi costituzionali e legislativi».

Un atto di denuncia che si concretizza soprattutto con l’assoluto non rispetto di tutte le regole indicate dai decreti del governo: consentire il lavoro essenziale e necessario con dotazioni ad hoc. «Mancano le mascherine, sono insufficienti perché monouso e la sanificazione degli ambienti di lavoro è sporadica ed in alcuni uffici addirittura inapplicata». –

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