Tutti sui balconi per misurare l’inquinamento luminoso
Fino a domani si partecipa scaricando apposite app Con i cellulari e i sensori di luce si potranno registrare i dati da inviare poi al Cnr
Tutti sui balconi per guardare le stelle e non solo: in questi giorni di quarantena il Consiglio nazionale delle ricerche invita italiani e ferraresi ad affacciarsi alla finestra per dare il proprio contributo a un esperimento di scienza partecipata, per misurare la luminosità del cielo notturno sopra le nostre teste e mappare l’inquinamento luminoso.
Esperimento cominciato ieri e proseguirà fino a domani cui chiunque può partecipare direttamente: basta scaricare sul proprio cellulare delle app, per android, la’Lux light meter free’e, per ios, l’app’Lux light meter pro’, che sono entrambe gratuite e trasformeranno i cellulari in misuratori di luminosità grazie ai sensori di luce già presenti nei telefoni. Alle ore 21 poi gli smartphone, con l’app aperta e posizionata sulla voce Lux, dovranno essere appoggiati su una superficie orizzontale con lo schermo rivolto verso il cielo e, quando il valore indicato dal telefono si sarà stabilizzato, bisognerà prendere nota. Alla fine delle giornate di misurazione bisognerà inviare i dati utilizzando l’apposito modulo online all’indirizzo https: //sites. google. com/view/scienzasulbalcone/home-page.
Partecipare è importante, spiegano i ricercatori, perché mappare l’inquinamento luminoso è importante ma non è facile. Servono infatti moltissime misure e anche molto tempo ma insieme è possibile raggiungere risultati validi e scientificamente interessanti. Questi sono i giorni più indicati, poiché in questo periodo la luna non sarà visibile in cielo, o la porzione visibile sarà trascurabile: i risultati ottenuti non saranno falsati dalla maggiore presenza di luce lunare. Anche l’orario scelto per la misurazione ha un suo perché: alle 21 il cielo sarà sicuramente buio in tutta Italia ma, rassicurano gli esperti, l’esperimento sarà comunque valido anche se effettuato alle 21. 30 o alle 22. L’importante è non svolgere la misurazione prima delle 21, la luce del crepuscolo potrebbe falsare i dati. E sarebbe meglio partecipare per tutti e tre i giorni: sia per avere un po’di statistica sia per individuare dati sballati, dovuti per esempio alla presenza di nubi visto che una fitta coltre, appunto, potrebbe aumentare la luminosità diffusa. –
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