Aveva scontato la pena per omicidio ma non il provvedimento di espatrio: ora sarà espulso
La vicenda nasce nel 2004 quando in una liti fra vicini l'allora 34enne pakistano uccise un connazionale. Trovato ad un controllo della Polizia è già stato mandato al Centro di rimpatrio di Torino
FERRARA. Dal 2018 era “libero” dopo aver scontato quasi 15 anni anni di carcere: un cittadino pakistano, 50enne, Talat Mohamod ad un controllo della Polizia a Ferrara è stato bloccato, e poi espulso: ora si trova nel Centro di rimpatrio di Torino, in attesa di essere rispedito in Pakistan, come deciso dal questore Cesare Capocasa. A controllarlo sono stati gli ispettori dell’Ufficio immigrazione della Questura di Ferrara, durante i quotidiani controlli in zona Gad, dove hanno rintracciato lo straniero, che aveva a suo carico l’obbligo di lasciare l’Italia ed espulsione innescata nel 2018, proprio quando uscì dal carcere dopo aver scontato la pena per omicidio.
Lo straniero, clandestino, era entrato illegalmente in Italia, e la sera del 28 maggio 2004 nell’androne di casa sua, in pieno centro a Portomaggiore, assieme a suo fratello, Nazer Ahmad, (anche lui poi condannato) dopo una lite aveva colpito a morte con due coltellate – una vicina al fegato e l’altra sotto lo sterno – un connazionale, Ansar Mohamood, per banalissimi “problemi condominiali” .
Talat arrestato, per omicidio volontario in concorso, aggravato dalla premeditazione e per futili motivi, era stato assolto in primo grado, con formula piena, «per non aver commesso il fatto», quindi in Appello la sentenza veniva ribaltata con la condanna, confermata in Cassazione. Scontata la pena inflitta, usciva dal carcere il 5 gennaio 2018 con l’obbligo di allontanarsi dal territorio nazionale a seguito di un provvedimento prefettizio e ordine del Questore, mai ottemperati.
Nella giornata di martedì, nella zona Gad è stato fermato per un controllo e dopo le verifiche sulla sua identità veniva accompagnato in Questura per gli accertamenti. Nei suoi confronti veniva emesso il decreto di espulsione, e su decisione del questione, notifica immediata e accompagnamento, al Cpr (Centro di permanenza per il rimpatrio) di Torino, da dove verrà successivamente imbarcato su un volo charter per Islamabad. Dalla Questura di Ferrara viene ribadito che il controllo della regolarità sulla presenza degli stranieri che si trovano sul territorio italiano è compito primario delle forze di polizia e in primo luogo della Polizia di Stato, attraverso l’operato degli Uffici immigrazione. Una azione che diventa efficace anche mediante una successiva ed effettiva attività di accompagnamento ai Cpr (Centri di permanenza per i rimpatri) e di rimpatri o di coloro che non hanno titolo d’ingresso o a permanere nel nostro Paese: spesso si tratta di soggetti indicati come “destabilizzanti” per l’ordine e la sicurezza pubblica che commettono reati come gravi e anche furti e altro o spacciano sostanze stupefacenti: il caso del pakistano, ritenuto “pericoloso” e di turbativa per l’ordine pubblico, che verrà rimpatriato.
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