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Contagi, il fronte emiliano ora si sposta verso il mare

Contagi, il fronte emiliano ora si sposta verso il mare

Si allevia la pressione su Piacenza, Parma e Reggio. Cresce invece su Modena Venturi: i sanitari positivi non restano in servizio. Farmaci per chi è in quarantena 

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L’ondata dei ricoveri si sposta verso la Bassa Emilia. In questi giorni il carico più forte è sostenuto dalla provincia modenese, ormai alle porte di Ferrara. Oggi «la parte più colpita» dell’Emilia-Romagna, le province di Piacenza, Parma e Reggio, «hanno, sommate insieme, un incremento uguale a quello di Modena, questa è una gran buona notizia per queste tre province che sono in una condizione difficile nei loro ospedali». Lo ha detto il commissario regionale per l’emergenza sanitaria, Sergio Venturi, durante la diretta Facebook d ieri pomeriggio.

«Abbiamo bisogno soprattutto a Modena, che ora è un po’ il fronte dell’Emilia Ovest, di comportamenti rigorosi», ha dichiarato. Un appello, Venturi, lo ha lanciato anche a Rimini, che rappresenta un altro fronte dell’Emilia Romagna. Ma il bilancio della giornata non è stato tutto negativo: rallenta l’aumento dei positivi, ma anche l’aumento dei tamponi e crescono, in regione, le guarigioni. Inoltre, ha precisato il commissario, ci sono più «casi lievi».

protezioni che dividono

Venturi ha risposto alle perplessità e alle critiche di chi ha sollevato la questione dell’operatività dei sanitari che lavorano ogni giorno a contatto con pazienti contagiati. È stata presa di mira, in particolare, la possibilità offerta al personale sanitario di tornare in corsia, pur se positivo al test. «No, nessun operatore sanitario positivo al Covid-19 può recarsi al lavoro», ha replicato Venturi alle critiche sollevate dai sindacati in questi giorni. Le categorie regionali della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil sono andate all’attacco della giunta Bonaccini, sia per i ritardi sui tamponi da fare agli operatori in ospedale sia per le indicazioni date dalla Regione alle Asl sul mantenimento in servizio dei sanitari positivi al Covid-19 asintomatici.

Già nella serata di lunedì, l’assessore regionale alla sanità in Emilia-Romagna, Raffaele Donini, aveva risposto ai sindacati precisando che si tratta di un «documento redatto sulla base delle indicazioni tecnico-scientifiche che abbiamo ricevuto». In ogni caso, aveva proseguito, su questo e sulle problematiche relative a tamponi e protezioni per medici e infermieri, «siamo pronti al confronto con le organizzazioni sindacali». Sul fronte dei posti letto «la situazione in regione non è critica, abbiamo ancora un centro numero di posti liberi», ha annunciato Venturi. A Ferrara, dove il quadro cambia ogni giorno, i posti letto liberi in Terapia intensiva si contavano ieri sulle dita di una mano. Per questo motivo l’Asl sta potenziando la dotazione sul territorio, grazie all’ospedale Covid a Lagosanto, già operativo, mentre per i pazienti in dimissione si sta allestendo un settore dedicato nell’Ospedale di Comunità di Copparo.

Assistenza a domicilio

Venturi ha anche dedicato qualche pensiero a chi, ammalato, si trova confinato tra le mura del domicilio e lì deve essere curato. «Ora dovremo essere più aggressivi con la cura della malattia a casa. In sostanza, ha spiegato Venturi, la Regione sta valutando una terapia con farmaci ad hoc da somministrare a domicilio alle persone positive con sintomi lievi, per evitare che la patologia peggiori. Un’ipotesi potrebbe riguardare l’impiego della clorochina, il farmaco utilizzato per la prevenzione e il trattamento della malaria.

Infine, per quanto riguarda i laboratori, il nuovo impianto donato al S. Anna dagli ordini professionali, consentirà di analizzare fino a 180 campioni al giorno anche se, al momento, per la carenza di reagenti, la potenzialità è di 25 tamponi al giorno. —

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