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Divieti incrociati e crollo dei mercati Chiedono la Cig speciale 1.200 imprese

Stefano Ciervo
Divieti incrociati e crollo dei mercati Chiedono la Cig speciale 1.200 imprese

Nei giorni scorsi si sono moltiplicate le richieste da commercio, turismo e meccanico. Si attende l’onda del Chiudi Italia

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L’ecatombe economica che accompagna l’emergenza coronavirus è messa a fuoco in pieno dall’elenco delle aziende che hanno chiesto in provincia di Ferrara l’attivazione della cassa integrazione in deroga. Ancor prima del decreto Chiudi Italia. Stiamo parlando di oltre 1.200 aziende che hanno ridotto sensibilmente o interrotto per intero l’attività, a causa delle progressive restrizioni governative, perché fanno parte di filiere alle quali cominciano a mancare pezzi importanti o semplicemente non hanno più sbocchi al dettaglio per le proprie merci. «Dati impressionanti» non può astenersi dal commentare Massimo Zanirato (Uil).

le cifre

Ai sindacati arrivano in tempo reale le richieste delle aziende e da qualche giorno le mail non smettono un minuto di notificare segnalazioni. Ieri pomeriggio avevamo toccato quota 1.231 richieste, la maggioranza delle quali dal settore per primo devastato dall’emergenza, cioè commercio, turismo e servizi. In questa categoria vengono incasellate 600 richieste di accesso agli ammortizzatori sociali, in gran parte aziende medio-piccole anche con un solo addetto, che non hanno altri ammortizzatori sociali a disposizione.

Al secondo posto c’è il settore artigiano che fa riferimento all’ente bilaterale Eber, al quale hanno già fatto ricorso 400 aziende, la metà delle quali del settore meccanico. Seguono le altre aziende meccaniche con 150 richieste e a seguire agroalimentare (35 domande), edili (30), chimici e gomma (15) e istruzione (4). Le richieste sono partite verso la fine della scorsa settimana e hanno segnato un’impennata importante nei primi giorni della settimane: l’attesa è per ulteriori incrementi nei prossimi giorni sull’onda del Chiudi Italia.

il meccanismo

Queste richieste sono veicolate alla Regione, che gestisce questo nuovo strumento e che in base ad un accordo con i sindacati ne ha esteso la validità da 9 a 13 settimane, partendo retroattivamente dal 23 febbraio. L’indicazione che arriva alle aziende è di sfruttare questa possibilità, anche in presenza di spazi per la cassa integrazione ordinaria o straordinaria. Bisogna evidenziare che in questo momento sono state “prenotate” finestre di Cig speciale, senz a indicare né la quantità di ore impiegabili né il numero di dipendenti coinvolti: significa che, come del resto succede per la cassa ordinaria, gli spazi una volta assegnati dalla Regione potrebbero anche non essere attivati, in tutto o in parte. Certo si tratta di un indicatore importante delle aspettative di molte imprese ferraresi, proiettate nei prossimi due o tre mesi.

Possono accedere a questo strumento, va ricordato, tutti i datori di lavoro del settore privato e le unità produttive o operative situate a Ferrara o nel resto dell’Emilia Romagna che non possono ricorrere agli ammortizzatori ordinari, a beneficio dei lavoratori subordinati il cui rapporto di lavoro sia stato sospeso in tutto o in parte, per via dell’emergenza Covid. —

Stefano Ciervo

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