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Il direttore Acer: "Chi era moroso prima dell'emergenza non può ricevere ulteriori benefici"

Il direttore Acer: "Chi era moroso prima dell'emergenza non può ricevere ulteriori benefici"

Carrara scrive a sindaco, prefetto e sindacati degli inquilini: supporto per chi non sta lavorando o ha problemi logistici, per chi ha procedure di decadenza vecchie non è possibile farlo

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FERRARA. Il direttore di Acer Ferrara, Diego Carrara, scrive al sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, al prefetto Michele Campanaro ed alle organizzazione sindacali degli inquilini di Sunia, Sicet e Uniat. Diversi i temi posti all'attenzione di autorità e sindacati, il principale è senz'altro quello relativo al problema delle morosità nei confronti dell'Azienda casa Emilia Romagna.

"Non entriamo nel merito dell'implementazione del Fondo Affitti a favore della cittadinanza in locazione - premette Carrara -, perché tale misura appartiene in particolare alle competenze del livello nazionale e regionale. Condividiamo invece la forte preoccupazione per le ulteriori conseguenze, di tipo economico e sociale, che l'attuale emergenza sanitaria potrà avere sull'utenza Erp più fragile. Come amministrazione avevamo già individuato alcune misure, in tema di pagamenti delle fatture mensili correnti, per tranquillizzare i nostri assegnatari. Tuttavia, le misure particolari in questione non potranno arrivare a sanare morosità pregresse e ad annullare le richieste di pagamento dovute da febbraio in avanti, né potranno azzerare percorsi di decadenza dall'assegnazione (o altri percorsi legali) in atto. Le stesse bollette (di canone, servizi e accessori) a nostro avviso dovrà continuare ad essere mensile, non solo per esigenze aziendali, ma anche per non generare nel tempo conguagli gravosi, difficili poi da pagare per le stesse famiglie".

Carrara poi si sofferma sugli sfratti esecutivi: "Come è noto, sono stati sospesi a livello nazionale sino al 30 giugno, pertanto anche la messa in esecuzione dei provvedimenti comunali di decadenza subirà tale sospensione. Fatta questa ulteriore premessa, garantiamo disponibilità e flessibilità a favore degli assegnatari che ci stanno già contattando, per rappresentare difficoltà di pagamento entro i termini delle fatture correnti. In particolare, se il problema è solo logistico (non possono uscire, la posta è chiusa, questioni di malattie), gli operatori di call center hanno avuto indicazione di tranquillizzare le persone, dicendo loro che potranno pagare al termine dell'mergenza, senza alcun addebito di interessi per ritardato pagamento. Qualora invece il problema rappresentato risulti legato all'assenza di risorse a causa dell'emergenza sanitaria in corso, gli operatori di call center hanno avuto indicazione di richiedere all'utente una semplice comunicazione documentata e scritta in tal senso, e di rimandare alla fine dei provvedimenti restrittivi in atto la definizione di un piano di dilazione, per recuperare, anche a piccole rate e senza interessi, il debito nel frattempo maturato (o per rivedere la dilazione già concessa, ma non onorata in questi mesi di emergenza). Ma noi riteniamo che gli assegnatari che già prima dell'attuale emergenza avevano accumulato morosità, al punto di incorrere in procedure di decadenza, non potranno beneficiare di particolari trattamenti di favore, oltre alla sospensione dello sfratto decisa dal Governo".

Infine, sull'estensione del fondo morosità incolpevole a favore degli inquilini di alloggi Acer, Carrara spiega come questa misura è già stata applicata dall'estate del 2018  e non ha ha sortito alcun risultato, per cui "invitiamo le organizzazioni sindacali a rivolgere la richiesta a livello nazionale e regionale di modificare i criteri di ammissione al contributo".

 

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