«In Germania sto bene Ma penso alla famiglia»
«Sono giorni strani, resto a casa. La scuola riprenderà a fine aprile e intanto penso alla mia famiglia che è a Ferrara, a mia sorella maggiore che vive a Londra, anche lei in regime di sicurezza con gli spostamenti contingentati». Mattia Camattari, 17enne ferrarese, si trova a Wolfenbüttel (cittadina tedesca della Bassa Sassonia), per uno scambio culturale. È partito lo scorso agosto e resterà in Germania fino a fine luglio.
«Frequento il liceo Carducci e - racconta il ragazzo - un’esperienza di questo tipo mi attirava da tanto tempo. A scuola faccio tedesco e scegliere la Germania per un anno di studio all’estero è stato naturale». Fino a un mese fa tutto era filato liscio. La scuola, i nuovi amici, la famiglia che lo sta ospitando «persone veramente fantastiche con le quali mi trovo benissimo», sottolinea, andava tutto bene. A gennaio poi, dalla Cina, sono cominciati ad arrivare i primi echi lontani. «Si sentiva parlare di questo coronavirus ma in maniera molto blanda - spiega Camattari - sembrava non ci riguardasse da vicino. Le cose sono cambiate quando anche in Italia ha iniziato a espandersi la mappa del contagio».
Nell’ultimo mese la situazione si è fatta seria e anche lì, in Sassonia, sono aumentate le misure di sicurezza. Lo studente resterà in quarantena fino a mercoledì 1 aprile; una sua insegnante era entrata in contatto con una persona risultata poi positiva al Covid-19 e quindi per precauzione tutti i suoi alunni sono stati messi in isolamento domiciliare. «Anche qui, come lì, c’è stato un assalto ai supermercati. La gente comprava di tutto. Adesso sono aperti i negozi alimentari, le farmacie e gli esercizi che forniscono beni di prima necessità ma il resto è stato chiuso». E aggiunge: «Uscire si può anche se è consigliato non farlo. Tutti ci auguriamo che la situazioni torni presto alla normalità».
Mattia, parlando con i suoi genitori che lo aspettano a Ferrara e la sua famiglia tedesca, ha dovuto decidere cosa fare: tornare o restare? «Mi sono interrogato a lungo su quale fosse la scelta più saggia e alla fine, in accordo con tutti, ho deciso di restare. Credo - afferma - che sia la cosa migliore ora come ora. Ovviamente il mio pensiero è costantemente diviso tra qui (Wolfenbüttel, ndr) e Ferrara. Lì ci sono i miei genitori, i miei nonni la mia sorellina di 12 anni e i miei amici. Mi auguro che tutto questo finisca al più presto». —
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