Le porte sono aperte per gli infermieri freschi di laurea «È la nostra passione»
Pieve di Cento, le tesi discusse rigorosamente online Ragazzi e ragazze pieni di sogni e con le idee ben chiare
Le storie
C’è chi ha bisogno di più tempo per capire e chi un po’ crocerossina lo è sempre stata, chi trova la sua strada lungo un percorso scelto non troppo consapevolmente e chi quella strada l’ha sempre vista in quella percorsa da un genitore. E così è stato anche per molti dei nuovi infermieri di Pieve di Cento che ieri si sono laureati, rigorosamente online, e che ora si affacciano sul mondo del lavoro pronti anche a fronteggiare l’emergenza sanitaria.
«Mi sento pronta per cominciare a lavorare – racconta fresca di laurea Ilenia Alcamo, siciliana della provincia di Trapani –, certamente avrò bisogno di affiancamento ma imparo in fretta».
E se si aggiunge l’attitudine ad aiutare gli altri, da sempre manifestata, e l’esempio di una madre, anche lei infermiera, si comprendere l’ottimismo: «ho 22 anni – dice – e ho iniziato l’università subito dopo essermi diplomata e se non avessi superato il test d’ingresso avrei aspettato di superare la prova l’anno successivo, perché questo volevo fare. E poi c’è mia madre infermiera, di cui vedevo la passione: spesso andavo in ospedale da lei alla fine della scuola per tornare insieme a casa. C’è da dire anche che a scuola ho sempre avuto una mania da crocerossina quando succedeva qualcosa».
il futuro
E ora, finiti gli studi, le richieste di lavoro fioccano, arrivano da Cona e da Mirandola, e l’obiettivo è anche quello di poter proseguire in un reparto di chirurgia, passione nata al tempo del tirocinio.
Così come quella dell’altra neo infermiera Marina Buhaiescu per l’alimentazione in gravidanza. Anche per lei, di Crevalcore, infermieristica non è stata una sorpresa: «da tanto tempo sapevo che avrei voluto fare questo lavoro. Ho seguito un po’ la strada di mia mamma, che è infermiera e anche dottoressa, visto che ha preso anche la laurea in medicina. E ora mi sento pronta, ci sono di certo le paure tipiche di quando si comincia a fare qualcosa di nuovo ma dal punto di vista formativo sono pronta».
porte che si aprono
Offerte di lavoro sono arrivate da Cona, Modena e Brescia ma al momento non sembrano soddisfare la neo infermiera: «Purtroppo sono richieste con partite Iva, contratti da cococo, che non ci tutelano, e per ora pensavo di non accettare e cominciare a mandare il curriculum in strutture della provincia di Bologna”. Richieste da Mirandola, Sant’Agata, Cona e Cento, dove con tutta probabilità andrà, sono arrivate invece per il siciliano Vito De Vita che, dopo un anno di “riflessione” aveva scelto infermieristica “per lo sbocco lavorativo”, ma che al tirocinio si è «innamorato del mestiere, capendo cosa significasse davvero il mestiere. Grazie al contatto con il personale e con i pazienti ho capito che mi piaceva». —
Giovanna Corrieri
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