Negozio dona mascherine Andranno ai commercianti
BONDENO
La necessità di nuove mascherine per proteggersi dal coronavirus non si arresta, ma c’è una buona notizia per tutti i commercianti del territorio che tengono aperti i loro negozi per provvedere all’erogazione di beni di prima necessità. Ed è stata proprio un’attività commerciale ad avere avuto questa sensibilità, rinunciando alla vendita delle mascherine protettive, da tempo ordinate, per donarle. Circa 700 mascherine sono così state donate al Comune, per essere in seguito distribuite agli altri commercianti di Bondeno ed ai cittadini in situazione di stringente necessità.
IL DONO
Sono stati i titolari della Ferrocolor, Andrea Ferrari e le sorelle Lorenza e Isabella, a donarle ieri mattina al sindaco Simone Saletti: «Si tratta di un bellissimo gesto di solidarietà, in un momento in cui ciascuno è capace di esprimere il meglio, come sempre avviene nelle difficoltà – dice Saletti –. Ferrocolor ha rinunciato a vendere le mascherine, devolvendo quelle ordinate da tempo al municipio, in modo che si possa evitare che singoli cittadini ne facciano incetta, dato che l’invito è quello di restare a casa il più possibile. Al contrario, le mascherine saranno donate a tutti i negozianti che vendono beni primari e che, in questa emergenza coronavirus, devono continuare a garantire un servizio al cittadino».
Una parte sarà probabilmente tenuta di scorta per situazioni di grave necessità e gestite dai servizi sociali.
LA SCELTA
Le motivazioni della scelta di Ferrocolor vengono spiegate da Andrea Ferrari: «Le mascherine arrivate sono solo il primo lotto di 7-8mila che abbiamo in ordinazione, nei confronti dei produttori. Un ordinativo aperto da metà febbraio. Vedendo la difficoltà di reperibilità di questi ausili abbiamo voluto evitare di distribuirle noi stessi, evitando magari scene di calca in negozio, anche perché l’invito per tutti è rimanere a casa. Si è perciò pensato che la soluzione migliore fosse donarle ed abbiamo contattato il sindaco, affinché siano fornite a chi ne ha effettivamente bisogno, per lavoro o per necessità impellenti, come quelle di salute».
dispositivi semplici
Si tratta di dispositivi semplici, simili a quelli in dotazione alla Protezione civile e rigorosamente prodotti in Italia. E non è nemmeno l’unico prodotto che sul mercato scarseggia: «Un problema simile è quello che riguarda i flaconi di alcol per l’igiene della casa – ammette Andrea Ferrari –. Alcuni giorni fa ne sono arrivate 100 bottigliette e non sappiamo esattamente quando ne arriveranno altre. Dipende dalla disponibilità...». —
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