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Ferrara

«Noi del bar non siamo untori Tanti irresponsabili fuori casa»

BEATRICE BARBERINI

Parlano i titolari del locale di Alberone di Cento: «Rispettate le regole Ma dopo la morte di un nostro cliente siamo stati presi di mira» 

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IL CASO

«Non ci va proprio di essere additati come untori, per colpa di persone irresponsabili che, andando contro le disposizioni introdotte per prevenire il contagio, hanno continuato ad andare negli esercizi pubblici, invece di rimanere in casa».

Sono i titolari del bar Time Out Cafè in via Riga 74/A ad Alberone, Giuseppe (Charly) Tassinari e la moglie Carla Galli, a respingere le accuse di essere “luogo di contagio”: «Siamo stati presi di mira sui social, additati e accusati ingiustamente per essere il bar in cui è avvenuto il contagio da coronavirus, che ha portato alla scomparsa di due persone del nostro territorio. Ma non è affatto così».

PRIMA DEI DECRETI

Ancor prima dei «decreti e delle ordinanze, già dai primi giorni di marzo abbiamo adottato misure di prevenzione al banco, come tra i clienti. Molti ci facevano i complimenti e avevamo modificato alcuni nostri comportamenti, per evitare eventuali contagi».

Poi con il decreto dell’8 marzo, «abbiamo introdotto la distanza di sicurezza sia dal bancone e sia tra i clienti. Non facevamo più servizio al banco, ma facevamo sedere i clienti tra loro distanti ben oltre un metro, visto che avevamo lasciato solo due sedie per tavolo».

NIENTE CARTE

Nell’altra sala - spiegano - «avevamo persino tolto alcuni tavoli, ridotto il numero delle sedie, e tolto il gioco delle carte per evitare assembramenti. Da parte nostra, non c’è stata nessuna mancanza o leggerezza. Anzi, abbiamo sempre messo in campo la massima attenzione. E ancor prima che uscisse il decreto di chiusura dei bar, l’11 marzo abbiamo deciso di chiudere l’attività, come tabacchi ci siamo presi un mese di ferie».

I FREQUENTATORI

Tra i frequentatori del bar, il 76enne di Buonacompra, il primo deceduto per Covid 19 nel Centese il 14 marzo, ma - tengono ad evidenziare i titolari del bar - «non l’85enne scomparso sabato. L’uomo, che abita sotto Buonacompra, andava sempre al bar a XII Morelli: da noi veniva il fratello. All’interno del bar, non è mai avvenuto il contatto tra i due uomini, anche perché il primo, forse perché già non stava bene, non veniva al bar da almeno 15 giorni. Dopo la sua scomparsa, che ci ha molto colpito e addolorato, non abbiamo avuto nessuna telefonata o disposizione dall’Ausl».

Nel respingere qualsiasi responsabilità, i titolari del Time Out Cafè «a noi dispiace moltissimo per quanto sta accadendo, ma abbiamo la coscienza pulita. Il nostro è un bar e diamo un servizio ai clienti. Lo abbiamo sempre fatto con coscienza e giudizio. Non è colpa nostra se ci sono persone irresponsabili che, invece di stare in casa escono e veicolano il contagio...». —

BEATRICE BARBERINI

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