Allenamenti in palestra a Ferrara, titolare nei guai
Controlli sui locali nel Ferrarese. Anche un market non in regola: vendeva fiori e giocattoli nel weekend. Stangata anche ai bar
FERRARA. La palestra in città, a Ferrara, pubblicizzava anche sui manifesti attività di allenamento. E nei locali adibiti a palestra, al controllo della Polizia, due ragazze – non atlete professioniste – si stavano proprio allenando. Il titolare ha tentato di giustificare questa attività addirittura impedendo in un primo momento agli agenti della Volante di entrare «perché proprietà privata». Niente di tutto questo e alla fine, tirata la riga sul controllo, per tutti e tre, titolare e le due ragazze, è scattata la denuncia per violazione al decreto (non erano a casa), nonché per il titolare anche la segnalazione in Prefettura per la sospensione della attività.
Limiti anticontagio
Perché i controlli di questi giorni sul rispetto delle limitazioni anticontagio si concentrano sui locali. Di ogni tipo. Da qui la scoperta di questa palestra che di fatto permetteva attività sportiva in modo irregolare: ribadiamo che i decreti consentono attività motoria – dentro e fuori – solo e soltanto ad atleti professionisti e solo nei paraggi di casa: piaccia o non piaccia è così. Ma nel lungo elenco delle irregolarità registrate in questi giorni, soprattutto dai controlli su locali ed esercizi pubblico, anche un market entra nella top-ten delle denunce, quello scoperto dagli uomini della Guardia di finanza di Ferrara nel weekend appena passato: nel controllare alcuni clienti di un supermercato in città, i finanzieri hanno infatti riscontrato che erano stati acquistati beni non di prima necessità: lo vieta l’ordinanza Bonaccini che consente la vendita, nei giorni festivi e prefestivi, dei soli alimentari, farmaci e parafarmaci. Invece in alcuni casi erano stati venduti anche fiori e giocattoli, poca cosa: ma le regole sono regole. E per questa violazione, il direttore dell’esercizio commerciale è stato denunciato per aver violato le disposizioni del decreto e oltre le conseguenze di carattere penale verrà segnalato al Prefetto per l’adozione dei provvedimenti di sospensione delle attività. Come accaduto in altri due locali: un money transfer in zona Stazione ferroviaria a Ferrara, gestito da un cittadino pakistano che aveva deciso di tenere aperto il locale nonostante fosse obbligatoria la chiusura di tutte le attività non necessarie. Controlli dalla città a Comacchio, dove il gestore di un bar è stato denunciato dalle Fiamme gialle comacchiesi perché, anche in questo caso, nonostante vi fosse il divieto imposto dai decreti in materia di esercizi pubblici, aveva tenuto aperta l’attività: i finanzieri sono riusciti a contestare il reato dell’inosservanza del decreto, perché sul bancone del bar c’erano alcuni scontrini che attestavano diverse consumazioni appena effettuate da vari clienti. Mentre la macchina del caffè era calda e stava funzionando e nelle teche del bar erano pronti al consumo prodotti freschi, di pasticceria e da forno. Denuncia e segnalazione.
Bar sospesi dal prefetto
Segnalazioni a decine, che i Carabinieri di tutta la provincia hanno già inoltrato – dopo controlli e denunce – alla prefettura: e ultimi ma non ultimi, due bar di Masi Torello e Ostellato che su ordine del prefetto, Michele Campanaro, hanno ricevuto la notifica di sospensione dell’attività per 10 giorni, a fine emergenza: uno non aveva fatto rispettare le distanze di sicurezza all’interno vista la ressa, l’altro invece era rimasto aperto in un giorno di chiusura. –
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