Altri rifiuti in valle Pega Le fototrappole mobili a caccia dei maleducati
COMACCHIO
Ancora rifiuti abbandonati alla rinfusa tra le poderali di valle Pega. Il fenomeno è tornato a ripresentarsi ora che le strade di valle assomigliano a sentieri delle immense praterie del Far West, attraversate di tanto in tanto da qualche sparuto residente di ritorno a casa.
In strada Buie d’Istria e in strada Portorose sono rispuntati rifiuti di ogni sorta: macerie di cantiere, boe, scarti di magazzino, resti di cucina. A prendere in carico le segnalazioni è Clara. «È bene ricordare che i costi di questi comportamenti – spiega il funzionario locale Vito Fogli – ricadono sulla collettività intera. Non possiamo fare una cernita quando interveniamo per recuperare i rifiuti abbandonati e quindi tutto finisce nella raccolta indifferenziata. Il 90% dei cantieri, per l’emergenza coronavirus, è fermo e anche i prelievi domiciliari ed i conferimenti al Centro di raccolta di via Marina sono sospesi. Ma non significa che ci si debba sbarazzare dei rifiuti in modo incivile».
L’OCCHIO ELETTRONICO
Chi cerca di farla franca, raggirando le norme e mettendosi in auto o alla guida di un furgone per raggiungere un luogo isolato di valle, deturpandolo con l’abbandono indiscriminato di rifiuti, non tiene conto che sono in azione le 5 fotocamere in dotazione alla Polizia Locale. «Le fototrappole sono sempre in giro e si spostano nei luoghi più sensibili al fenomeno dell’abbandono e ci sono di grande aiuto – prosegue Fogli –; anche recentemente sono stati sanzionati alcuni trasgressori con una multa da 206 euro, prevista dal regolamento Atesir, a cui si somma una denuncia penale se vengono rinvenuti rifiuti speciali, ad esempio inerti provenienti da cantieri edili o da lavorazioni di imprese o se sono pericolosi, come l’eternit, le vernici, i solventi, le batterie, gli accumulatori di piombo».
Non hanno vita facile i maleducati e proprio attraverso le fototrappole mobili a raggi infrarossi sono stati scovate anche due persone che si sono sbarazzati di sacchi di rifiuti nell’area perimetrale esterna all’ex zuccherificio. «I lidi invece sono una perla – conclude Fogli – perché nessuno può raggiungere le seconde case per liberarsi di materassi e mobili superflui».
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