Il centro sociale pagò più di quanto doveva Ora arriva il rimborso
Erronea l’esclusione dai benefici previsti per la tariffa rifiuti Il Comune riconosce che l’associazione era nel giusto
PILASTRI
Un riconteggio e la presa d’atto che i conti non tornavano. Il centro sociale di Pilastri aveva pagato troppo, per la tariffa dei rifiuti. Anche a causa del fatto che, come si è dimostrato in seguito, la tariffa era stata calcolata su di una superficie non occupata dall’associazione, dopo l’inagibilità di Palazzo Mosti.
Il 27 febbraio la giunta aveva vagliato una delibera che riguardava l’argomento. Secondo quanto riportano documenti del Comune, «si evidenzia che il centro sociale ricreativo culturale di Pilastri è stato erroneamente escluso dal beneficio del contributo pari al 50% per il pagamento della tariffa dei rifiuti, per gli anni dal 2013 al 2018».
Un bel problema, che la realtà associativa pilastrese aveva segnalato all’ente locale: il 27 novembre del 2018, per esempio, ed anche il 5 settembre dell’anno successivo. Il centro sociale, dopo l’inagibilità di Palazzo Mosti, ha dovuto continuare la sua attività operando in una struttura temporanea nel parco. Quella dove sorgevano i campi delle bocce, nella parte rivolta verso la chiesa.
Tra il 2013 e il 2018, inoltre, «l’associazione è stata erroneamente esclusa dal beneficio del contributo». L’associazione, in quel lasso di tempo, ha continuato a pagare, come dimostrano le fatture addebitate. Nonostante il calcolo del tributo fosse riferito su di una superficie di 178 metri quadri, che non era occupata evidentemente, anziché essere riferito ai 62 metri quadri effettivamente occupati. E qui arriva la conclusione della vicenda, quella riferita alle annualità della Tares 2013 e della Tari 2014. Anni in cui il gestore del servizio emetteva la fatturazione, ma la normativa dell’epoca prevedeva che fosse il Comune ad incassare direttamente il tributo. Il municipio è però corso ai ripari, nelle scorse settimane, accertando «la regolarità della richiesta» del centro sociale e ritenendo giusti i motivi per i quali si è presentata l’istanza.
Alla fine il Comune ha autorizzato l’ufficio ragioneria a rimborsare le quote incassate per eccesso. Vale a dire, 335,84 euro per il 2013 e 361,89 euro per l’anno successivo, per un totale di 697,73 euro; assieme ai circa 1.319 euro relativi al contributo comunale per la tariffa sui rifiuti. —
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