Oltre al buio della notte c’è un’alba che ci aspetta
Vedere le immagine del corteo di camion militari che hanno trasportato decine di feretri a Ferrara e Copparo. Vedere la solidarietà silenziosa dei vertici istituzionali. Pensare che negli ospedali oggi spesso si muore soli e che tanti defunti non possono avere l’ultimo saluto di una persona cara e nemmeno il conforto di un momento di raccoglimento, religioso o laico che sia.
Tutto in questi giorni cupi ci fa riflettere sul senso della vita, sulla nostra precarietà, sulle nostre paure ed anche su come alla base della nostra civiltà vi sia il culto dei morti.
Da sempre, per tutti gli esseri umani, a qualunque latitudine, e nei modi più diversi, è spontaneo mantenere una sorta di relazione con il proprio caro anche dopo la morte.
Anche chi non ha letto (ma lo consiglio vivamente) i versi immortali de “I Sepolcri” di Foscolo, sa che stabilire una “corrispondenza di amorosi sensi”, instaurare un rapporto tra vivi e morti, “ricordare”, avere memoria dei defunti sono modi per continuare con loro un rapporto non più terreno, ma metafisico. È come allungare la vita ai morti.
Oggi i cimiteri sono giustamente chiusi, e tali dovranno rimanere fino a quando queste ore terribili per il mondo interno non passeranno e potremo finalmente riprendere le nostre vite all’aperto e in relazione con gli altri.
Ma in questo momento il pensiero corre ai tanti che non hanno potuto accompagnare per l’ultimo tratto di vita il proprio caro e potranno farlo solo dopo il dolente viaggio di ritorno di questi camion telonati.
In questi giorni ci sorprende una sorta di solidarietà cosmica che pervade l’umanità, una solidarietà che nasce dalla paura e dalla consapevolezza della nostra vulnerabilità.
Oggi ciascuno di noi assolve ai propri compiti, Operatori sanitari, dell’informazione, amministratori pubblici, lavoratori, pensionati e bambini che stanno a casa, ciascuno di noi sa che non è solo perché non è da soli che si vincono le battaglie.
Come amministratori pubblici, in primis il Sindaco, siamo al lavoro e continuamente in contatto con i cittadini e con le strutture comunali per cercare di dare soluzioni concrete ai tanti problemi e aspetti che questa emergenza comporta. Non esiste aspetto del vivere quotidiano in cui oggi non sia coinvolta l’amministrazione.
Ai ferraresi dico: tenete duro, teniamo duro. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che siamo perché insieme, tutti insieme, siamo una grande comunità.
Ed anche in questo caso la poesia ci viene in aiuto. Khail Gibran ci ricorda che Nulla impedirà al sole di sorgere ancora, nemmeno la notte più buia. Perché oltre la nera cortina della notte c’è un’alba che ci aspetta. –
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