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I balneari potranno fare manutenzione agli stabilimenti Ma i timori restano

a.b.
I balneari potranno fare manutenzione agli stabilimenti Ma i timori restano

La precisazione è contenuta in un’ordinanza della Regione Intanto il settore reclama aiuti: «Siamo stati dimenticati»

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La buona notizia, se così può essere definita, è arrivata mercoledì sera quando ormai i balneari si erano quasi rassegnati a non poter nemmeno aprire i cancelli per sistemare gli stabilimenti.

L’ordinanza adottata dal presidente della Regione Stefano Bonaccini permette ai balneari di fare manutenzioni ai propri stabilimenti. Era una delle domande più frequenti degli ultimi giorni che turbava i sonni già tormentati. Rimane la chiusura al pubblico dei Bagni e delle relative aree di pertinenza, ma l’accesso è consentito solo al personale impegnato in comprovate attività di cantiere e lavorative in corso, anche relative alle aree in concessione o di pertinenza. «Questi sono o dovrebbero essere giorni fondamentali per arrivare preparati all’estate – dicono dalle cooperative stabilimenti balneari dei Lidi –. Certamente per Pasqua sarà difficile lavorare ma almeno ci teniamo pronti. Avevano vietato tutto, anche di mettere a posto e oltre al danno sarebbe arrivata la beffa».

le richieste

Intanto il Sindacato italiano balneari ha trasmesso alla commissione Bilancio del Senato una memoria scritta. «Abbiamo espresso il nostro sconcerto per la mancanza di specifiche disposizioni riguardanti la balneazione attrezzata dicono dal Sib –, perpetuando l’assurda e ingiustificata discriminazione nei confronti delle imprese balneari rispetto a quelle ricettive e di tutta la filiera turistica (si è ricordato la diversità delle aliquote Iva: del 22% per le nostre aziende e del 10% per le altre)».

Si è anche sottolineata l’impossibilità per i dipendenti, in quanto stagionali il cui contratto non era pendente al 23 febbraio 2020, di poter usufruire dei benefici previsti dal decreto (trattamento di integrazione salariale, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga)». Insomma, si naviga a vista considerato che sarebbe anche periodo di assunzioni.

le paure

E se gli aiuti non arriveranno? C’è chi sostiene che il canone e gli altri tributi non andranno corrisposti e chi invece resta col dubbio ed ha paura di dover pagare cifre folli in futuro.

In realtà, ed è il caso di sottolinearlo, la normativa attualmente vigente prevede già la riduzione del canone demaniale marittimo «nella misura del 50 per cento in presenza di eventi dannosi di eccezionale gravità che comportino una minore utilizzazione dei beni oggetto della concessione, previo accertamento da parte delle competenti autorità marittime di zona».

Il canone comunque va pagato entro il 15 settembre e c’è quindi tempo per capire cosa e come fare. Al momento dunque «dobbiamo solo sperare di ripartire, di salvare il salvabile magari mettendo a punto soluzioni diverse. Impuntarsi non serve: le regole vanno rispettate altrimenti non ne veniamo più fuori. Tutti dobbiamo fare enormi sacrifici, non ci sono alternative. Dobbiamo però restare a galla e abbiamo quindi bisogno di aiuti». —

a.b.

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