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Il cippo dedicato ai partigiani restaurato dai volontari Auser

Giorgio Carnaroli
Il cippo dedicato ai partigiani restaurato dai volontari Auser

L’associazione ha finanziato il recupero del monumento che era semidistrutto Le celebrazioni in programma per il 7 aprile ora rischiano di essere rimandate

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Sono loro, i volontari dell’Auser di Anita, che ancora una volta si sono resi protagonisti di una lodevole iniziativa di carattere storico-sociale: restaurare un cippo a ricordo di partigiani morti nell’ultimo conflitto mondiale e sponsorizzare il trasporto di una classe delle elementari di Longastrino il 7 aprile, storico giorno della liberazione di Anita. Dunque, dopo la partecipazione diretta all’acquisto e donazione della lavagna multimediale alle elementari di Longastrino, l’Auser di Anita, sulla base delle proprie disponibilità (soldi recuperati dallo sgombero di cantine e con le offerte nei mercatini), ha deciso di restaurare il cippo.

IL MONUMENTO

«Si tratta della stele – fa sapere Davide Zanotti pioniere dell’Auser di Anita – situata in via Rotta Martinella all’inizio della valle di Comacchio, in ricordo del sacrificio dei partigiani Ruggero Mazzini, Giuseppe Mazzini, Alfiero Panizza, Vincenzo Corticelli, Teseo Corticelli, Iginio Mazzolini, Primo Guerra, Giancarlo Pomoni e Juray Basnar caduti in battaglia durante la Seconda guerra mondiale». Il cippo si trova in fondo alla strada, sull’argine del Reno. «La morte dei nove partigiani - scrive Andrea Poggiali, con la collaborazione di Maria Edoarda Fava, nel libro “I segni della guerra” (Claudio Nanni editore) - è legata alle vicende successive alla Battaglia delle Valli, una delle più imponenti azioni partigiane a livello nazionale».

LA STORIA

Il 3 dicembre 1944 la 28ª Brigata Garibaldi attaccò con centinaia di uomini le posizioni tedesche a nord di Ravenna, in prossimità del Reno, confidando in un sostegno delle forze alleate che era stato concordato ma che venne però a mancare. I partigiani occuparono alcune località in destra Reno, ma dovettero ritirarsi. Un gruppo di questi uomini, dopo essere sfuggito per oltre un mese alle pattuglie tedesche fu sorpreso dai tedeschi e sterminati. Il cippo che ricorda il loro sacrificio era in «condizioni di degrado molto serie e necessitava di un restauro», spiega Zanotti.

LE CELEBRAZIONI

E in accordo con il sindaco Andrea Baldini e il vice Luca Simoni, «ci siamo offerti di far recuperare a nostre spese il manufatto. Avuto il benestare dell’amministrazione comunale proprietaria del cippo e grazie a Mirco Altini, muratore di Anita che si è dichiarato disponibile ad eseguire i lavori ad un prezzo politico, abbiamo potuto ridare lustro al cippo». Ora l’Auser di Anita finanzierà un servizio di trasporto scolastico di una classe delle elementari di Longastrino in occasione delle celebrazioni del 7 aprile, anniversario della Liberazione. Scelta che però è condizionata dall’emergenza coronavirus. «Il limite è posto oggi al 3 aprile – conclude Zanotti - e chissà che per il 7 non sia tutto finito: auguriamocelo e non solo per noi di Anita». —

Giorgio Carnaroli

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