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Partecipanza, critiche ai dirigenti «Troppe incertezze sulle divisioni»

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CENTO

«In Partecipanza, la maggioranza, guidata dal presidente Oliviano Tassinari e dal vice Vasco Fortini, si trova in un vicolo cieco: a rischio opzione e divisione dei capi». L’attacco arriva dai consiglieri di opposizione della Partecipanza di Cento, Bruno Casoni, Corrado Borgatti, Luigi Gallerani e Pierlorenzo Folchi (Casa del Partecipante), e Mirco Gallerani (Partecipanza Attiva) che però aprono anche a soluzioni.

«Inadeguata ad affrontare le divisioni, questa maggioranza – ribadiscono – è a fine corsa. A fronte di quanto detto in consiglio il 28 febbraio, siamo molto preoccupati degli eventuali disastri che può lasciarsi dietro la maggioranza. Il vicepresidente ha detto che solo da 15 giorni hanno saputo che non si può usare il patrimonio dell’ente, mentre il presidente dice che non vi è certezza sul possibile uso degli avanzi di amministrazione per “liquidare” gli oltre mille capisti/opzionisti (proprietari con stessi diritti dei conduttori capisti) che hanno chiesto una quota in denaro al posto del terreno. Ma presidente e vice hanno coscienza dello Statuto?».

AVANZO VINCOLATO

Come ribadiscono i cinque consiglieri, lo Statuto prevede che l’avanzo di amministrazione sia vincolato all’acquisto di altro terreno da dividere (art. 55), che i capitali provenienti da alienazioni di terreno devono essere principalmente investiti nell’acquisto di altro terreno (art.59). «Sono preoccupanti l’indecisione e la mancanza di sintesi della maggioranza, come è preoccupante il ruolo del segretario dirigente, che deve assicurare la regolarità degli atti in conformità allo Statuto e non in suo contrasto».

I SUGGERIMENTI

Nel richiamare i suggerimenti dati, «volti a unire le esigenze di conduttori e opzionisti», i consiglieri d’opposizione contestano lo «sperpero di denaro in inutili pareri legali sulla legittimità dell’opzione. Occorre trovare il modo per far transitare il denaro verso coloro che legittimamente hanno richiesto una quota ventennale al posto del capo. E oggi la maggioranza è in un vicolo cieco».

I consiglieri d’opposizione si appellano a un percorso condiviso: «È fuori luogo la posizione rigida assunta in consiglio da chi difende i sacrosanti diritti dei conduttori, a fronte dell’alto rischio», possibile se gli «opzionisti dovessero impugnare lo Statuto. Un caos che rischia» di dover ripartire da capo «nel rispetto dello Statuto, con inevitabile allungamento, di almeno un anno, dei tempi della divisione. Lo spazio per chiudere le divisioni c’è, trovando una mediazione fra le esigenze dei conduttori e di chi si aspetta una dignitosa quota in denaro». —

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