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SAN CARLO 

Piazza Pola si prepara a cambiare volto Fondamenta da rifare

Samuele Govoni
Piazza Pola si prepara a cambiare volto Fondamenta da rifare

Interventi di restyling in superficie e nel sottosuolo Lavori per 500mila euro. Lodi: consolidamento necessario

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san carlo

Sarà presentato il 20 maggio, proprio in concomitanza con l’ottavo anniversario dal terremoto, il progetto esecutivo per il restauro di piazza Pola a San Carlo. I lavori non si svolgeranno solamente in superficie ma anche, e sopratutto, nel sottosuolo. Gli interventi, per oltre mezzo milione di euro, verranno effettuati in un unico stralcio così da non tenere in ostaggio il centro del paese per troppo tempo.



«Quelli che andremo a fare -spiega il sindaco Roberto Lodi - non saranno solo interventi in superficie. Ci concentreremo prima di tutto sul sottosuolo perché, a seguito di studi, abbiamo riscontrato uno spazio vuoto sotto la superficie stradale». In un passato remoto, infatti, dalla piazza ci passava il fiume Reno. Non solo, durante il terremoto ci fu la cosiddetta liquefazione, un fenomeno che portò acqua e fango a emergere dalla terra. «Scaveremo nel manto stradale e andremo a riempire il sottosuolo - spiega il primo cittadino di Terre del Reno - e una volta completata la fase di riempimento ci concentreremo sulla superficie».



Non tutta la piazza sarà sottoposta a simile intervento. La parte di scavo e riempimento interessata, infatti, sarà principalmente quella situata di fronte al Centro operativo comunale (ex centro civico). Gli scavi si estenderanno anche nella zona del monumento ai caduti. Il sagrato della chiesa, invece, insieme a tutta quella parte della piazza, resterà intonso. «Molto era già stato fatto in passato quando si era lavorato alla riqualificazione della piazza ma ora - dice - andremo nel profondo. In tutti i sensi».



Terminati gli scavi si lavorerà all’arredo urbano. Verranno sostituiti alberi ormai vecchi e poco sicuri, verranno installate nuove panchine e si miglioreranno le aiuole. «I fondi a disposizione provengono in parte dalla legge 40 e in parte da quelli messi a disposizione per gli interventi idraulici». Lodi non nasconde un certo timore per quanto riguarda la macchina dei cantieri. «Ora è tutto fermo per il Covid-19 e inevitabilmente ci saranno dei ritardi ma - conclude - ci auguriamo di poter ricominciare al più presto». —



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