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Poste, ancora un caso pensione «Mia madre persona a rischio»

Poste, ancora un caso pensione «Mia madre persona a rischio»

Il racconto della figlia di un’80enne residente a Bosco «La delega temporanea non è valida in un altro ufficio Ora serve più tolleranza»

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“Inizio col fare i complimenti alle impiegate dell’ufficio postale di Mesola che hanno fatto tutto il possibile per risolvere il mio problema. Però, ahimè, non sono riuscite, perché i burocrati di Poste Italiane, nemmeno davanti ad un periodo di emergenza come questo, riescono a prendere decisioni importanti e valide: hanno chiuso tutti gli uffici delle frazioni, costringendo a file negli uffici siti nei comuni; le pensioni agli anziani erogate fuori dagli uffici di competenza, sono ridotte del 50%; la delega sottoscritta dal titolare della pensione a terzi (in questo caso io che sono la figlia), non risultano valide negli uffici fuori competenza. Morale: mia madre, affetta da patologie, se vuole percepire la sua pensione, deve recarsi personalmente a ritirarla, e in due tranche”. A scrivere queste parole è Laura Straforini, che l’altro giorno dopo due ore di coda non è riuscita a ritirare la pensione della madre. Questo perché la delega temporanea - come in questo caso - non vale negli uffici postali di diverso paese, ma ora quello di Bosco Mesola dove vive sua madre è chiuso...

«Non è per l’attesa - ci racconta la signora -, ma credo che comunicazioni di questo tipo siano fondamentali da dare. E, in ogni caso, in questo momento nel quale si chiede alla gente di stare a casa, di fronte ad una delega regolarmente firmata penso andasse chiuso un occhio».

In realtà, nella comunicazione nazione data da Poste Italiane non vengono date specifiche indicazioni sulle deleghe temporanee, tema sollevato anche dai sindacati: «Abbiamo segnalato - spiega Pierangelo Tolla della Cisl - che questo avrebbe creato disagi agli anziani, quelli che non hanno possibilità di spostarsi e devono delegare qualcuno».

In realtà, poi, Poste Italiane in presenza di delega eroga 600 euro, il massimo erogabile dal Postamat. «Mia madre ha 80 anni, è diabetica e ha la pressione ai polmoni alta. È attiva e in gamba, sono stata io a dirle di rinchiudersi in casa perché a rischio contagio. Fatto sta, che alla fine oggi (ieri; ndr) è dovuta andare lei fino a Mesola e per fortuna che le addette gentilissime le hanno fatto saltare la fila. Mia zia, che vive sola e non ha la patente, ha dovuto addirittura muoversi in bicicletta sulla Romea. Bisognava avere più tolleranza, ora». —

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