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«La mia nonna resterà sempre nel cuore Un punto di riferimento per tutta la famiglia»

KATIA ROMAGNOLI

Mesola, il nipote della donna morta di coronavirus distrutto dal dolore «È entrata in ospedale, sembrava stesse meglio. Ma era un’illusione» 

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il ricordo

Sarà cremata nel Giardino della Cremazione di Copparo la salma di Alves Barboni, l’anziana che venerdì pomeriggio, dopo 17 giorni di ricovero, dapprima all’ospedale del Delta e poi in quello di Cona, si è arresa al coronavirus.

Giovedì è terminata, senza problemi, la quarantena per la famiglia numerosa dell’85enne che, a dispetto dell’età era ancora una donna attiva e dinamica tra i fornelli. «È stata per me più di una nonna, una seconda mamma – ricorda commosso il nipote Davide Bordini, studente universitario di Economia ed impiegato a Casa Mesola –; mi aspettava sempre al rientro da scuola, dall’Università e dal lavoro, preparandomi i primi che amava cucinare, così come le crostate e i dolci al mascarpone. Aveva un pacco di ricette e si dava da fare per tutta la famiglia. Ero legatissimo a lei».

il dolore

Bordini, che ha 21 anni e siede pure tra i banchi del consiglio comunale insieme ai colleghi della lista di maggioranza Insieme per crescere, racconta il calvario vissuto da nonna Alves. «Lunedì 9 marzo abbiamo chiamato l’ambulanza, perché nonna aveva la febbre da sabato 7 marzo – ci racconta il nipote Davide –; è stata trasportata all’ospedale del Delta, dove è rimasta un paio di giorni. Le radiografie hanno rilevato la presenza di una polmonite batterica, non virale, però il giorno dopo si è aggravata e dalla prova del tampone è risultata positiva al virus».

il ricovero

Così parte la corsa all’ospedale di Cona, dove l’anziana di Mesola viene intubata per qualche giorno. «Noi familiari non abbiamo mai più potuto vederla, né sentirla, perché è proibito, per evitare ulteriori contagi – prosegue Bordini –, ma eravamo in contatto con i medici, che ci avevano riferito che la nonna si era ripresa, era stata stubata e aveva ripreso a respirare spontaneamente». Poi, purtroppo, domenica scorsa la ricaduta ed il decesso improvviso, sopraggiunto venerdì pomeriggio.

la paura

«La mia famiglia e quella di mio zio Isauro, che abita di fianco, stanno bene, sono sempre rimaste in contatto costante con l’Asl, nessuno ha mai avuto sintomi e la quarantena è già terminata. Resta il grosso dispiacere – conclude il nipote di Alves Barboni –, per non poterle portare l’ultimo saluto, perché i funerali sono vietati in questo periodo. Nonna era fervente credente, per tanti anni ha cantato nel coro parrocchiale e appena possibile la ricorderemo degnamente con una messa». Alves Barboni lascia la figlia Rossella, mamma di Davide, il figlio Isauro, i nipoti Federico, Simone e lo stesso Davide, il genero Delio e la nuora Nadia. Al dolore delle famiglie Barboni e Bordini si è unito anche il sindaco Gianni Michele Padovani. —

KATIA ROMAGNOLI

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