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Zone a rischio alluvione Fra mappe e nuovo Piano

Annarita BOva
Zone a rischio alluvione Fra mappe e nuovo Piano

Pubblicate e consultabili tabelle e documenti della aree allagabili nell’area del Po Ogni Comune interessato è stato coinvolto nella gestione dell’emergenza

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Il fiume Po affascina e fa paura. Vederlo scorrere lento mette serenità e tranquillità ma in un attimo tutto può trasformarsi ed alla furia dell’acqua non si ha scampo se non si è ben organizzati. Ecco perché bisogna sapere come difendersi, in che modo agire per tutelare chi sulle rive del grande fiume abita e lavora.

Nei giorni scorsi sono state pubblicate - e sono adesso consultabili - le mappe delle aree allagabili e del rischio di alluvioni aggiornate in dicembre 2019 relative al territorio della Regione Emilia-Romagna ricadente nel distretto del fiume Po.

la relazione

Più in generale, il rischio idraulico che coinvolge il territorio ferrarese è fondamentalmente legato alla possibile esondazione del fiume Po, le cui piene sottopongono gli imponenti argini a notevoli e prolungati carichi idraulici.

In subordine (come rilevanza, ma non come frequenza) si possono verificare emergenze idrauliche ascrivibili al fiume Reno che, in caso di esondazione sulla sponda sinistra, interesserebbero alcune aree delle zone a Sud-Est del Comune di Ferrara. Trascurabile è invece la possibilità che acque uscite dal Panaro possano raggiungere le aree urbanizzate.

I dati possono essere consultati sul sito della Regione e sono abbastanza complessi. In pratica, ogni Comune interessato dal fiume è stato coinvolto nella gestione dell’emergenza.

come funziona

Le fasi operative di preallarme e allarme sono emesse in corso di evento al superamento di soglie predefinite e in base agli effetti al suolo che si stanno verificando.

Dal momento che l’evento è in corso e si riesce a localizzare con maggiore precisione, l’unità territoriale allertata è il singolo comune. L’attivazione di queste due fasi comporta l’attivazione degli organismi di coordinamento della risposta all’emergenza, dei soccorsi e dei necessari interventi urgenti per la salvaguardia e l’assistenza alla popolazione, previsti nei Piani provinciali e comunali di emergenza o, comunque, disposti dalle autorità di Protezione civile.

in caso di pericolo

Per quanto riguarda il rischio idrogeologico-idraulico, l’attivazione delle fasi di preallarme e allarme implica anche l’avvio delle attività previste nei regolamenti dei servizi di piena di competenza di ipo, Servizi tecnici di Bacino e Consorzi di Bonifica. I sindaci, qualora non dispongano delle risorse per provvedere alle urgenti operazioni di salvaguardia, possono richiedere il supporto della Provincia e dell’Agenzia regionale di Protezione civile e, tramite i prefetti, delle strutture operative statali.

Da Bondeno a Goro, il fiume attraversa tutta la nostra provincia ed il Piano organizza un processo di pianificazione condiviso tra Autorità di Bacino e Regione che, da un lato, mira al raggiungimento di un quadro di conoscenza, per quanto possibile con le risorse a disposizione, dall’altro prevede successive fasi di approfondimento nell’ambito dei successivi cicli di gestione. —

Annarita BOva

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