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Cento e Argenta no Covid, le polmoniti vanno al Delta

Gioele Caccia
Cento e Argenta no Covid, le polmoniti vanno al Delta

Va a regime la nuova suddivisione degli ospedali per ridurre i rischi di contagio. Tamponi ai sanitari: oltre 200 tra Asl e Sant'Anna. Diciotto contagi a Cona

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FERRARA. Entra a regime in provincia il sistema degli ospedali Covid (Lagosanto per l’Asl; il Sant’Anna, hub con un’area dedicata, a Ferrara) e della rete non Covid. Il piano di contenimento dell’infezione da Coronavirus e la necessità di riorganizzare l’assistenza ospedaliera a livello territoriale tenendo conto dell’esigenza di separare preventivamente i percorsi dei pazienti ha determinato anche una “specializzazione” dei presidi ospedalieri: quello di Argenta è destinato all’accoglienza dei pazienti “medici”, quello di Cento a quelli chirurgici.

In entrambe le strutture sanitarie è in funzione la tenda esterna al pronto soccorso per i pazienti “sospetti”. Ma i due ospedali non ricoverano più le persone che presentano i sintomi di una polmonite. Fino a giovedì scorso assistevano anche questi pazienti che venivano sottoposti alla prova del tempone e poi trasferiti all’ospedale del Delta. Da venerdì una disposizione indirizza verso il presidio di Lagosanto tutte le polmoniti sospette. La riconversione degli ospedali ha bloccato di fatto la cosiddetta chirurgia d’elezione, gli appuntamenti programmati per i casi che non devono essere trattati con urgenza (come invece i traumi o i tumori): cateratte, ernie, emorroidi etc.

Monitoraggio residenze anziani

Questa settimana la Regione ha preannunciato due passi avanti nella strategia di confinare il più possibile la diffusione del virus. Da una parte l’aumento dell’attenzione per la situazione interna delle case di riposo, cra e strutture residenziali per anziani, disabili etc. Dall’altra l’avvio dei test sul sangue per gli operatori sanitari, una sorta di esame anticipato che consentirà di identificare con maggior precisione la platea su cui concentrare l’effettuazione del tampone naso-faringeo. Per le strutture residenziali, almeno in due casi (la comunità “La Fiorana”, di Bando, e la Residenza per anziani “Beneficenza Manica”, di Argenta), sono stati avviati monitoraggi diagnostici su ospiti e personale sanitario.

Ci sono stati diversi casi di contagio ma si tratta di episodi per ora limitati, in questa misura, alle due strutture citate. La Regione ha preannunciato una sorta di screening per ridurre il rischio di una ulteriore proliferazione dei contagi .

L’altro versante che richiede una forma pressante di intervento è quello del personale sanitario. Entro fine settimana i test sierologici dovrebbero essere avviati anche nella provincia estense. Ma negli ospedali è già partita la ricerca dei positivi.

I test sul personale

Al Sant’Anna dall’avvio del monitoraggio sono stati eseguiti circa 200 test-tampone, oltre 100 solo negli ultimi giorni. Sono 18 gli operatori sanitari (5 medici, uno dei quali in terapia intensiva ma in fase di miglioramento, e 13 infermieri) riscontrati come positivi.

L’ordine di priorità è il seguente: operatori esposti sintomatici in isolamento fiduciario (alla fine del periodo per sciogliere l’isolamento); sintomatici o con sintomi lieve, rimasti in servizio «applicando le misure di prevenzione idonee»; personale in aree Covid o sospetta Covid (un tampone ogni 15 giorni). A tutti gli operatori che lavorano in reparti Covid o Covid free (senza pazienti infetti da Coronavirus) viene misurata la temperatura corporea a inizio turno e a fine turno (vengono isolati in caso di febbre superiore a 37.5°).

Anche l’Asl ha eseguito un centinaio di tamponi (30 al giorno) e spiega: «Il personale che deve essere posto in isolamento verrà rimpiazzato da nuovo personale reclutato e riorganizzando i servizi». —

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