I coltivatori biologici: riaprite i mercatini
Non è una buona strategia nella lotta al contagio quella di lasciare aperto solo il canale di approvvigionamento della grande distribuzione, «considerando che già oggi presso quei punti vendita si assiste a forme di affollamento, non sempre disciplinate, e che il personale viene esposto a turni di lavoro gravosi con potenziali rischi per la propria salute». Una possibile alternativa la lanciano gli agricoltori biologici emiliani che si sono visti chiudere i mercatini contadini, che, sostengono, potevano garantire un maggiore rispetto delle disposizioni sul distanziamento e l’assenza di contatti rispetto appunto a super e ipermercati. Sul territorio regionale, aggiunge l’associazione di categoria Aiab, «è presente una parte non trascurabile di piccoli agricoltori che ricava la maggior parte del proprio reddito dalla vendita diretta attraverso i mercati contadini o biologici di prossimità», e le piccole aziende non sono strutturate per la consegna a domicilio dei loro prodotti. I prodotti freschi provenienti da questo tipo di filiera corta con impatto ambientale positivo, risultano inoltre «ricchi di nutrienti e quindi più efficaci nello stimolare il sistema immunitario».
Per questi motivi i coltivatori biologici chiedono «di affiancare alla modalità di vendita attuale del negozio/supermercato i mercati contadini biologici con uguali misure di salvaguardia a tutela della salute, che mettano assieme domanda e offerta per creare più occasioni di acquisto al consumatore, da un lato, e dall’altro per valorizzare le pratiche virtuosi dei piccoli agricoltori biologici e locali». —
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